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Ultimissime dal pianeta della filosofia: i report per gli Usa affidati a una mantovana

La viadanese Ilaria Flisi, 27 anni, vive nei Paesi Bassi. Curerà i “Rapporti dall’estero” per l’associazione americana Apa 

VIADANA. Sarà la 27enne ricercatrice Ilaria Flisi, di Viadana, a curare i “Reports from Abroad” (“Rapporti dall’estero”) per conto della Apa (American philosophical association). Filosofi, docenti universitari e ricercatori statunitensi potranno insomma rimanere costantemente aggiornati su cosa si muove a livello internazionale nel mondo del pensiero grazie anche alle segnalazioni, ai resoconti, alle recensioni e alle interviste della giovane studiosa viadanese. «Credo che la ricerca filosofica – sottolinea lei stessa, nel sollecitare aperture e collaborazioni – sia uno sforzo collettivo».

Nei giorni scorsi, sul portale della Apa (blog.apaonline.org) è stato pubblicato un primo articolo di presentazione. A maggio uscirà il primo post: un’intervista ad Anya Topolski (professore associato di Etica filosofica e Filosofia politica della Radboud University di Nijmegen, Paesi Bassi). Il report farà il punto su come il razzismo si manifesti oggi nella vita quotidiana.


Flisi è nata e cresciuta a Viadana, dove tuttora vivono i genitori e i due fratelli minori. Si è formata in ambito Scout. Dopo il diploma al classico di Casalmaggiore, ha frequentato l’università di Modena e Reggio Emilia (facoltà di Scienze della cultura), nella quale si è laureata con una tesi sul valore morale ed epistemico della testimonianza e del sapere di seconda mano. Quindi il master di Filosofia a Parma e, grazie a una borsa di studio Erasmus, il trasferimento a Nijmegen. «Durante quell’anno – spiega – ho compreso che volevo specializzarmi in filosofia sociale e politica: per questo ho interrotto momentaneamente il master italiano e avviato un nuovo capitolo della mia vita nei Paesi Bassi».

A Viadana è tornata l’ultima volta nell’agosto 2020, approfittando di una tregua concessa dalla pandemia. Al momento la Flisi sta indagando le intersezioni tra estetica ed etica: «Più nello specifico, mi interessa come la teoria del gusto di Kant sia stata nel tempo utilizzata per giustificare un distacco tra etica ed estetica, mentre in realtà nelle opere kantiane è ricorrente la connessione tra giudizi estetici e morali». Una materia di studio che non è così astratta come potrebbe sembrare: questo genere di riflessioni potrebbe portare a rivoluzionare il ruolo dei musei, concepiti come istituzioni educative in grado di plasmare la conoscenza umana. Per il futuro, la Flisi vorrebbe effettuare ulteriori ricerche su tali argomenti, ma non disdegnerebbe una carriera editoriale.
 

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