Cos'è Solaris, eccellenza mantovana: dai componenti biologici vini, medicine e anche sci

PORTO MANTOVANO L’azienda è pulita a specchio. Per entrare nel settore produttivo, che si abbraccia con lo sguardo da una grande vetrata al piano superiore, ci si deve mettere i copriscarpe. Non c’è un filo fuori posto e le cromature dei tubi dei bioreattori luccicano mentre gli addetti montano i pezzi.

«Non siamo apprendisti stregoni - spiega Cristiano Pecchini, fondatore con Matteo Brognoli dell’azienda -. Si parte da colture cellulari da un lato, oppure da batteri, lieviti, muffe, alghe. Tutte cose che esistono in natura, o al massimo sono geneticamente modificate per aumentarne le prestazioni». Si parte dalla “ricetta” del cliente perché il bioreattore non è nient’altro che un moltiplicatore di materia vivente. Un incubatore dove avviene una riproduzione controllata. Agricoltura, biocombustibili, farmaceutica, alimentazione. I campi dei biocomponenti sono infiniti. «Andiamo dalla decontaminazione dei siti inquinati, alla produzione di formaggi o champagne» sorride Pecchini. Ricordando che fra i clienti che utilizzano i bioreattori Solaris ci sono nomi come Moët & Chandon, la più grande casa di produzione champagne al mondo, oppure Coca Cola, o Ferrero.

La produzione è di circa 100 bioreattori l’anno su due linee distinte anche come siti produttivi. Da un lato i piccoli bioreattori standard, utilizzati nei laboratori di ricerca, dall’altra quelli di volume maggiore, per l’industria che invece sono fatti sartorialmente, su richiesta del cliente. Si va dai 200 cc, un bicchiere, ai 30mila litri. Operando in tutto il mondo dalla sede centrale di Porto Mantovano, vicino al capoluogo, e due sedi distaccate, una negli Stati Uniti ed una seconda a Kuala Lumpur, per il mercato asiatico Solaris ha avuto un fatturato di circa 6,5 milioni nello scorso anno. Una ventina i dipendenti diretti, molti i casi di successo.

Come la collaborazione per la produzione dei sci partendo dalle alghe come biopolimeri. «Un esempio di come anche su un mercato di punta si riescano a fare prodotti a prezzo di mercato». Gli sci prodotti con le alghe costano 600 dollari, equivalenti a quelli derivati da polimeri del petrolio. Ma è un mondo in continua evoluzione. Chi scommetteva sulle bioplastiche monouso, biodegradabili, ad esempio, non ha fatto i conti con le resistenze del mercato delle plastiche. Chi produce carne tecnica, oggi ha successo. Ma la frontiera sono gli istituti di ricerca. Oggi Solaris è consulente dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito, una partnership per entrare nella rete delle università a più alta intensità di ricerca nel nord dell'Inghilterra. Tradotto: una chiave per l’accesso diretto al futuro tecnologico.

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