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Gazoldo, soffoca la madre poi si toglie la vita

L'uomo di 27 anni ha ucciso la mamma di 59 e ha chiamato il 118, poi si è ucciso

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Lui impiccato al lampadario della cucina, lei senza vita in camera da letto. È questo il macabro scenario davanti al quale si sono ritrovati ieri i carabinieri quando sono entrati nella villetta di via Indipendenza 7 a Gazoldo degli Ippoliti. L’ipotesi più probabile, secondo gli investigatori, è che si sia trattato di un omicidio-suicidio: il giovane avrebbe soffocato la madre prima di decidere di farla finita. Luca Zapparoli, 27 anni e la madre 59enne Licia Iori erano entrambi in cura per disturbi psichici. «ho ucciso mia madre» L’allarme è scattato pochi minuti prima delle 13 quando al centralino del 118 è arrivata la telefonata del giovane: «Ho ucciso mia madre». A quel punto sono stati immediatamente contattati i carabinieri della compagnia di Castiglione delle Stiviere che pochi minuti dopo sono arrivati sul posto insieme con i colleghi del reparto operativo di Mantova.

FAMIGLIA PROBLEMATICA Madre e figlio vivevano in via Indipendenza da circa 25 anni dopo che la Iori e il marito avevano deciso di trasferirsi lì da Marmirolo. Pochi anni dopo la nascita di Luca e della sorella Sara, però, la coppia si era separata e da tempo la sorella maggiore viveva altrove con il compagno. Tra Luca e la madre in passato si erano verificate forti tensioni, ad esempio nel dicembre dell’anno scorso erano dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma durante una lite. La donna era affetta da problemi psichici da molti anni, così come il figlio.

Entrambi erano in cura ai servizi psichiatrici. Di recente Luca era stato ricoverato all’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere. disturbi psichiatrici Il 27enne era disoccupato, dopo aver lavorato per un paio di anni, fino al 2018, alla Marcegaglia come operaio. Ad alcuni conoscenti aveva confessato di voler cambiare strada, magari andando negli Stati Uniti per trovarsi un impiego e rifarsi una vita. La convivenza con la madre, nonostante l’aiuto della sorella, sempre molto presente, non era affatto semplice. Purtroppo sia lui che la 59enne in alcuni periodi vedevano aggravarsi i propri disturbi e i litigi diventavano frequenti. Un’unica pista Ieri pomeriggio in via Indipendenza oltre ai carabinieri è intervenuto anche il personale del 118 ma al suo arrivo la tragedia si era già consumata.

Gli investigatori non hanno molti dubbi sull’accaduto: il 27enne avrebbe soffocato la madre mentre lei era a letto. Poi la decisione di farla finita, in un’altra stanza, in cucina. Con tutta probabilità oggi verrà disposta l’autopsia su entrambi i corpi ma le piste diverse dall’omicidio-suicidio non sembrano essere percorribili. Sia il 27enne che la madre assumevano farmaci ma al momento non esiste alcuna evidenza riguardo al fatto che la morte della donna possa essere avvenuta per l’assunzione eccessiva di medicinali: Licia Iori quindi non si è suicidata e nulla fa pensare che avesse assunto dosi eccessive di farmaci. C’è poi la telefonata di Zapparoli al 118, quel «ho ucciso mia madre», un’ammissione di colpa che viene ritenuta assolutamente credibile dagli inquirenti. Nella stanza da letto in cui è stato ritrovato il corpo della 59enne non c’erano armi e la morte di Zapparoli non può che essere avvenuta successivamente per suicidio.

IL PRECEDENTE I carabinieri conoscevano da tempo la Iori e il figlio, anche perché Luca in passato aveva già tentato di farla finita. le indagini La data dei funerali dei due non è ancora stata fissata, si dovranno attendere le autopsie. La procura ha aperto un fascicolo su quanto accaduto a Gazoldo, anche se gli elementi emersi ieri non lasciano troppo spazio a dubbi. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

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