Tre piste ciclabili allo studio a Mantova: «Conserveremo tutti i posti auto»

Già affidato l’incarico a un tecnico per progettare i percorsi in via Dugoni, Chiassi, Principe Amedeo e corso Garibaldi 



MANTOVA. Piste ciclabili non solo in periferia ma anche in centro. È la nuova frontiera che intende esplorare il Comune per favorire una mobilità alternativa in città. «Abbiamo incaricato Valerio Montieri, noto architetto di Milano e tra i massimi esperti di ciclabili cittadine, di studiare un progetto per tre piste in centro» annuncia Iacopo Rebecchi, assessore alla mobilità sostenibile.


Le strade individuate sono via Chiassi-via Dugoni, via Principe Amedeo e corso Garibaldi. Sulla prima già esiste la ciclabile, ma bisogna risolvere il problema del suo utilizzo a doppio senso visto che al momento è a senso unico. Quella di via Principe Amedeo, lungo il cosiddetto percorso del Principe, dal Ducale al Te, è la più delicata perché rischia di essere fine a se stessa se non viene prolungata lungo via Acerbi che, però, è molto stretta.

Anche in corso Garibaldi la pista già esiste, delimitata da fioriere, ma finisce all’incrocio con via Giulio Romano. «L’input che abbiamo dato ai progettisti – spiega l’assessore – è avere ciclabili a doppio senso percorribili in sicurezza e ricavarle senza perdere posti auto». Una mission da far tremare le vene ai polsi, ma che può andare in porto. «L’architetto ha già incontrato i nostri tecnici – spiega Rebecchi – nelle prossime settimane farà altri sopralluoghi e dirà quando consegnerà il progetto da approvare in giunta. Ci ha già fatto sapere che ci sono soluzioni possibili. Nel frattempo stiamo trovando i finanziamenti necessari».

Montieri l’anno scorso, con lo scoppio della pandemia, propose agli amministratori una sorta di vademecum per una mobilità alternativa. Sfruttando le opportunità concesse dalle modifiche introdotte nel Codice della Strada ha trovato la maniera per incentivare le ciclabili. Di qui la possibilità di piste da percorrere contromano rispetto al senso di marcia delle auto (come in via Chiassi e come avverrà in via Indipendenza). «L’architetto – dice Rebecchi – sta anche studiando una razionalizzazione degli archetti limitatori di velocità agli incroci tra ciclabili e strade e in prossimità dei passi carrai, come chiesto all’unanimità dal consiglio comunale nel piano urbano della mobilità sostenibile. Montieri sta verificando dove toglierli garantendo però la sicurezza e la fluidità del traffico ciclistico».

E sta lavorando anche alle case avanzate. «La possibilità cioè, per i ciclisti, di fermarsi agli incroci con semaforo davanti alle auto, entro apposite linee d’arresto, per evitare di respirare lo smog prodotto dalle code e ripartire in sicurezza quando scatta il verde».

Le strade sotto osservazione sono tante. Una è via Giulio Romano dove potrebbe essere ricavata una corsia, riservata alle bici, che dall’incrocio con via Principe Amedeo arriva a quello con via Sauro per farla terminare in corrispondenza di una casa avanzata.
 

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