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Folla all’addio a Scipioni, il parroco: cucinava come atto d’amore

SUZZARA. «Con la scomparsa di Vera Costa Ferrari e di Silvio Scipioni del ristorante “Cavour” il mondo della ristorazione ha perso due figure importanti». Così monsignor Paolo Gibelli ha aperto la sua omelia, ieri mattina, nella chiesa dell’Immacolata, per l’addio a Silvio Scipioni, 80 anni.

Imprenditori commercianti, clienti, amici, hanno voluto salutare per l’ultima volta l’ex garzone di bottega diventato, nel tempo, un eccellente ristoratore, che ha dedicato la sua vita al lavoro insieme alla sua adorata moglie Lia. Anche il sindaco Ivan Ongari e il vicesindaco Tazio Tirelli hanno voluto rendere omaggio a Silvio Scipioni. A nome del Rotary Club Gonzaga Suzzara c’era anche l’ingegnere Carlo Bondioli, che aveva fatto del ristorante “Cavour” il suo punto di riferimento per cene ed incontri rotariani. «Tutta la vita di Silvio è stata vissuta intensamente – ha detto Gibelli –. Per più di 50 anni ha lavorato in modo creativo Silvio ha portato a Suzzara delle novità per quel tempo: quando ha aperto la pizzeria e ha proposto piatti nuovi, diversi. Preparare il cibo per gli altri può essere un atto di amore. Fare in modo che i commensali si trovino a loro agio, possano vivere un momento di comunione allietati anche dal buon cibo, può essere un atto di amore e di ospitalità prezioso. Silvio nel suo lavoro di ristoratore è stato una persona molto accogliente, gentile, ospitale, un lavoratore che sapeva fare del suo ristorante un luogo di aggregazione in maniera delicata». —




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