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Il Destra Secchia plaude al taglio sul biometano

Borsari: «Ci speravamo». Il territorio accoglie con favore la decisione di Tea spa di rinunciare a costruire l'impianto a Pieve di Coriano

BORGO MANTOVANO. Il Destra Secchia plaude alla decisione di Tea spa di rinunciare a costruire il proprio impianto di biometano a Pieve di Coriano acquistando contemporaneamente la società Revere Energia, che stava lavorando per lo stesso obiettivo. Una operazione da 27 milioni quello della multiutility mantovana che, in pratica, dimezza l’impatto di due possibili impianti vicini ed evita di far giungere rifiuti da fuori, come era intenzione di Revere Energia, limitandosi a lavorare gli scarti umidi della raccolta urbana (Forsu) per produrre biometano per autotrazione.

«Come territorio - spiega Alberto Borsari sindaco di Borgo Mantovano e presidente del Consorzio dei Comuni del Destra Secchia-Oltrepò - avevamo avviato con Tea un percorso per verificare l’impatto del loro impianto progettato a Pieve. Ora le trattative riprenderanno per Revere. Detto questo, e cioè che non abbassiamo la guardia e continueremo a svolgere un ruolo di controllo, ci fa ovviamente piacere che Tea abbia ascoltato la voce dei sindaci e dei cittadini che ritenevano troppo alta la concentrazione di impianti biometano in zona».


Ora da 4 pianificati, se ne farà uno solo: Magnacavallo e Sustinente sono stoppati e fra Pieve e Revere si farà solo quest’ultimo. «Il miglioramento è indubbio, anche per il fatto che gli scarti saranno mantovani, chiudendo un ciclo virtuoso e ci speravamo. Ma non posso non ricordare che di fronte alle nostre preoccupazioni, abbiamo dovuto sbrogliarcela da soli e grazie a Tea, perché nessuna norma ci ha aiutato. Stavolta è andata bene. Ma potrebbe non essere sempre così».

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