Allarme siccità dal Consorzio Impianti attivi 24 ore al giorno

MANTOVA

I Consorzi di bonifica lanciano l'allarme siccità per il Basso mantovano, il Po fa registrare livelli di portata dimezzati, rispetto alla media stagionale. L'assenza di piogge e il caldo fanno temere per la stagione irrigua, le richieste di approvvigionamento di acqua per l'agricoltura stanno mettendo a dura prova la capacità della bonifica, anche se per ora la situazione è sotto controllo e sono attese precipitazioni. Il Consorzio di bonifica Burana fa sapere che il reticolo di bonifica è stato completamente riempito e gli impianti sono attivi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.


«La risposta alle richieste di approvvigionamento irriguo è piena, sebbene si attendano precipitazioni che diano sollievo alle colture», dicono dal Burana. «Oggi abbiamo il Po che registra un-45% di portata rispetto alla media del periodo – dice il direttore del Burana Cinalberto Bertozzi - il tutto inserito nel contesto di un territorio su cui l'uomo incide fortemente. I nostri impianti di derivazione sono attivi coi pompaggi e il reticolo di canali è a piena capacità per la distribuzione di acqua a tutte quelle colture stressate dalla prolungata siccità, che sarebbe fatale per le coltivazioni, senza irrigazione. Tanti progetti sono stati attuati dal Consorzio Burana in questi anni, basti pensare alla costruzione degli impianti sussidiari di Pilastresi per la derivazione da Po e l’efficientamento del sistema Sabbioncello. Altri progetti sono in cantiere in attesa di finanziamento, mentre continuiamo ad affiancare il mondo agricolo per favorire il risparmio di acqua».

Una situazione che non è limitata ma che va vista in un’ottica di cambiamento climatico, secondo la bonifica: «I ripetuti periodi di siccità, le ondate di calore anomalo, gli eventi meteo estremi di straordinaria frequenza negli ultimi anni non sono più casuali, è il clima che cambia – spiega il presidente del Burana Francesco Vincenzi -: se vogliamo continuare a rispondere con efficacia al fabbisogno d'acqua agricolo dobbiamo proseguire con investimenti in infrastrutture in grado di rispondere al mutato contest. In Italia solo l’11% delle precipitazioni è trattenuto: questo non basta più a sostenere sia il comparto dell’agricoltura, che gli ecosistemi di flora e fauna che vivono attorno alla rete di canali». —

Giorgio Pinotti

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