Caso Versalis: i sindacati scrivono ai ministri

«La recente scelta di Eni di chiudere le attività dell'impianto cracking di Porto Marghera rischia di compromettere le linee di produzione della chimica di base»

MANTOVA. Si è tenuto ieri l’incontro in videoconferenza sul piano industriale di Versalis tra dirigenti Eni e tutti i segretari provinciali dei sindacati di categoria tra cui Michele Orezzi per la Filctem Cgil di Mantova, Gianni Ardemagni per Femca Cisl e Giovanni Pelizzoni per Uiltec Uil.

Un confronto duro, dopo le tensioni delle scorse settimane, sulla chiusura del cracking di Porto Marghera e il futuro chimica nel comparto Eni. Al termine i tre segretari generali dei sindacati hanno inviato una lettera con richiesta di incontro ai ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

«La recente scelta di Eni di chiudere le attività dell'impianto cracking di Porto Marghera – si legge – rischia di compromettere le linee di produzione della chimica di base, che ormai in Italia sono quasi esclusivamente di Eni. È per questo che chiediamo un incontro urgente, che abbia al centro non solo le vicende di Eni-Versalis ma il tema della chimica nazionale. I grandi petrolchimici di questo Paese, dal quadrilatero padano fino a Brindisi piuttosto che Siracusa o Sassari temono che quanto sta succedendo nel processo di trasformazione in atto nel gruppo Eni, possa rappresentare la scelta, per noi imperdonabile, di uscire da un settore che ci ha sempre visto come uno dei maggiori player al mondo».

 

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