A Mantova è psicosi AstraZeneca: uno su cinque lo rifiuta

I medici vaccinatori: «Il 20% rinuncia, ma sotto i 60 anni c’è chi lo fa». La Regione: chi non lo vuole passa in coda

MANTOVA. Psicosi, timore, incertezza. Tutti ingredienti che hanno creato ansia in una fetta di popolazione a cui è riservato il vaccino AstraZeneca. E così, a distanza di quattro giorni dal pronunciamento dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che ha sconsigliato il prodotto anglo-svedese sotto i 60 anni, anche nel Mantovano inizia sentirsi l’effetto diffidenza con rifiuti e disdette dell’appuntamento.

L’allarme «effetti indesiderati rari, pari a circa 4-5 casi ogni milione di vaccinati», dicono gli esperti, sta comunque causando una sorta di fuga dal vaccino finito più volte sotto la lente sicurezza. A marzo era stato ritirato per un paio di giorni a seguito di alcuni casi di trombosi, poi reintrodotto e infine recentemente «raccomandato» a chi ha più di 60 anni. Nel Mantovano il direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni, parla di una rinuncia di circa il 10%, mentre alcuni medici vaccinatori volontari fanno salire questa percentuale fino al 20% tra disdette dell’appuntamento e rifiuto sul momento. Anche se non mancano casi di giovani che si presentano al centro vaccinale e, nonostante i sanitari spieghino che è raccomandato per gli over 60, decidono si sottoporsi ugualmente alla vaccinazione. «Solo ieri – racconta un medico vaccinatore impegnato nelle somministrazioni a domicilio – alla richiesta di conferma dell’appuntamento in molti mi hanno chiesto quale vaccino avrebbero fatto. Io inoculo il Moderna ma sono sicuro che se avessi risposto AstraZeneca avrei avuto resistenze».


«Il rifiuto di AstraZeneca negli ultimi tre giorni è aumentato – spiega un altro medico vaccinatore in un hub della provincia – riguarda principalmente insegnanti, veterinari e persone tra i 30 e i 35 anni delle categorie privilegiate. All’inizio vaccinavamo circa 160 persone al giorno, dopo pronunciamento dell’Ema abbiamo avuto una forte riduzione. Ci sono però persone giovani che, nonostante spieghiamo che questo vaccino è raccomandato agli over 60, decidono di farlo comunque. È il caso di un’insegnante ventenne: «Lo hanno fatto senza problemi le mie colleghe – ha detto al medico – quindi lo faccio anch’io».

E che succede a chi invece lo rifiuta? Il direttore generale welfare di Regione Lombardia, Giovanni Pavesi, tre giorni fa ha dichiarato che «se una persona rifiuta un vaccino AstraZeneca non sappiamo nemmeno noi come comportarci. È un problema. Ci stiamo pensando. Per ora lo mettiamo in coda».

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