Mantova, la nuova Corneliani avrà un cda a cinque: lo Stato siederà nella cabina di regia

Due membri scelti da Invitalia e tre dal fondo Investcorp. Il progetto industriale: più sinergia tra casual e formale

MANTOVA. Lo Stato nella cabina di regia della Corneliani 2.0 e con un peso rilevante: il consiglio di amministrazione della new co sarà a cinque con tre membri scelti da Investcorp e due da Invitalia. La divisione delle quote tra il 51 e il 49% non è nuova per la casa di moda, solo che dove prima sedeva la famiglia ora ci sarà lo Stato.

A prevederlo è il progetto industriale firmato Investcorp-Invitalia per l’offerta concordataria per la Corneliani che verrà: presentato nelle sue linee guida al tavolo ministeriale a distanza del 3 aprile scorso, ad anticiparne alcuni dettagli è lo stesso Mise nel verbale della seduta pubblicato sul suo sito internet. Oltre alla composizione del futuro consiglio di amministrazione, il progetto di Investcorp e Invitalia presentato quel giorno, così come emerge dal verbale, prevede anche un cambio di passo delle strategie commerciali con lo sfoltimento dei rami che a causa della crisi pandemica hanno rappresentato un costo eccessivo per l’azienda.

Corneliani, accordo raggiunto: la soddisfazione di lavoratori e sindacati

Ovvero: i negozi full price italiani ed esteri e la triangolazione, legata alla delocalizzazione, con la partecipata Egotex in Slovacchia. Triangolazione più volte nel mirino dei sindacati in questi anni, con la rinuncia alla Slovacchia già presente del piano industriale firmato dal precedente amministratore delegato Luigi Ferrando nel novembre 2019 .



Le linee guida indicano anche alcune novità per quanto riguarda il prodotto a partire da una migliore sinergia tra casual e formale con l’introduzione di alcune tipologie di prodotti più richiesti dal mercato che andrebbero a complementare l’offerta di Corneliani senza sacrificare lo storico cuore formale della casa di moda. Nel verbale si parla infatti di «riposizionamento di parte delle produzioni verso alcune tipologie di prodotti più richieste dal mercato, senza svalutare l’immagine del marchio Corneliani e la qualità dei suoi prodotti».

Concetto quello della salvaguardia del marchio ribadito a quell’incontro anche da Invitalia con il direttore Somma che aveva confermato già allora che «se ci sarà una crescita delle produzioni in futuro riguarderà il sito di Mantova e non ci saranno delocalizzazioni». Quella del 3 aprile è stata la riunione che ha dato la svolta alle tempistiche della trattativa: se l’ultimo tavolo in presenza di due giorni prima a Roma si era concluso con più punti interrogativi che risposte, quello di sabato in via telematica ha dato fuoco alle polveri per il rush finale, che ha portato all’accordo di mercoledì, dopo che le parti garanti del percorso concordatario avevano sottolineato la necessità di arrivare a un accordo sindacale entro e non oltre il pomeriggio del 7 aprile. Con sindacati-sindaco e Regione a far fronte comune perché la stesura partisse da una sola premessa: Mantova al centro. E così è stato. 
 

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