Addio a Eugenio Beluffi: l’ex primario di Asola scomparso a 92 anni

Formò e poi guidò per 20 anni la Pediatria dell’ospedale. Il cordoglio del ministro Elena Bonetti: «Un medico saggio» 

MANTOVA. Si è spento all’età di 92 anni Eugenio Beluffi, medico ed ex primario della Pediatria di Asola, che resse per oltre vent’anni. Volontario e presidente emerito dell'associazione Amici dell’ospedale, sino all’ultimo si era speso in attività di volontariato. Per la sua morte arriva il cordoglio del ministro Elena Bonetti: «Era mio pediatra all’ospedale di Asola ,fin dalla mia nascita, il medico saggio, dallo sguardo dolce e dalle parole autorevoli».

Beluffi era nato nel 1929 a Canneto sull’Oglio in una famiglia di agricoltori. Dopo le scuole in collegio a Cremona, si era laureato in Medicina all’Università di Parma. Il suo primo impiego fu all’ospedale di Asola, come medico di Medicina generale. Conseguita la specializzazione in Pediatria, aveva lavorato in reparto pediatrico, sino a diventarne, negli anni ’70, primario. Un ruolo che aveva mantenuto sino all’aprile del 1999 quando, raggiunti i 70 anni, era andato in pensione.


Ma la sua attività per i bambini non era finita. Attivo nel mondo del volontariato e poi nell’associazione degli Amici dell’Ospedale, della quale divenne presidente e poi presidente emerito, si faceva vedere con regolarità in reparto, come ricorda l’ex primario Stefano Sardini. «La sua presenza era importante. Oltre ad avere strutturato e formato la Pediatria, anche negli anni della pensione era punto di riferimento per tutti, vista la sua grande esperienza e la sua umanità. Per questo come associazione degli Amici dell’Ospedale, che ora presiedo, proporremo l’intitolazione a lui del reparto». La spinta del volontariato lo aveva portato anche con la Croce Rossa in Albania, un impegno dal quale era tornato prostrato. Nel 2002 il Comune gli aveva concesso l'onorificenza dell’Ercole città di Asola .

Beluffi, che non si era sposato, aveva dedicato tutta la sua vita alla professione e agli altri. La sua unica e grande passione erano le montagne. Aveva una casa a Madonna di Campiglio e generazioni di asolani hanno imparato da lui ad andare per i monti. Era stato tra i fondatori del Cai di Bozzolo e appena un mese fa la sede centrale del Club gli aveva conferito la qualifica di Istruttore emerito di scialpinismo. «Era un grande camminatore - lo ricorda il sindaco Giordano Busi -. Da medico l’ho conosciuto nell’82, quando da giovane neolaureato entravo nell’ospedale asolano. Lui era già uno stimato primario». Lascia le sorelle Anna e Maria Rosa. I funerali domani alle 9.30 nella cattedrale asolana. Sarà sepolto nella sua Canneto. 


 

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