Corsa a una casa popolare a Mantova: 827 domande, ma gli appartamenti liberi sono solo 37

Pubblicate le graduatorie provvisorie elaborate dai due enti. Partono le verifiche, tra 15 giorni l’attribuzione degli alloggi

MANTOVA.  Una valanga di domande. Ben 827 per 37 alloggi. Si è chiuso così il primo bando dell’anno per l’assegnazione delle case popolari di Aler e Comune di Mantova. Un dato, quello della partecipazione, che fa capire quanto nel Mantovano la fame di alloggi da prendere in affitto ad un prezzo più basso di quello di mercato continui a mordere.

Nel dettaglio, in Comune sono pervenute 309 domande per i dieci alloggi di proprietà che si trovano in città; all’Aler, invece, ne sono arrivate 518 per i 26 appartamenti ubicati a Mantova (nessuna richiesta, invece, per l’unico a Roverbella). Chiariamo subito un punto. È probabile che molte delle domande arrivate ai due enti, forse anche più della metà, siano doppie. Famiglie, cioè, che hanno fatto richiesta di un alloggio sia all’Aler che al Comune, oppure gli stessi componenti di una stessa famiglia (marito o moglie, padre o madre, fratelli o sorelle) che hanno presentato più domande per avere più chances di ricevere la casa. Fatto sta che ora partiranno tutti gli accertamenti del caso.


La graduatoria unica, così come vuole la legge regionale, diventa definitiva dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione, dopodiché si avvia la fase di verifica dei requisiti di chi è in corsa per l’assegnazione. Aler e Comune incroceranno le domande, verificheranno chi ha presentato una doppia richiesta di alloggi e poi stileranno la graduatoria definitiva. I tanti che comunque rimarranno fuori e non avranno l’alloggio in questa tornata potranno ritentare nel secondo semestre dell’anno, quando verrà pubblicato il secondo bando annuale previsto dalla Regione. Nel nuovo verranno inseriti altri alloggi nel numero indicato da Aler e dai Comuni del piano di zona così come prevede il piano annuale dell’offerta abitativa. Nel caso di quello dei 14 Comuni del consorzio progetto solidarietà si tratta 152 alloggi, di cui 115 di proprietà di Aler e il resto dei Comuni (13 quelli del capoluogo). Nel corso dell’anno potrebbero, poi, rendersi disponibili altri appartamenti per il turn over degli inquilini o perché sono terminati i lavori di manutenzione. Visto che l’offerta di alloggi non riesce a soddisfare le numerose domande che arrivano, la Regione ha promosso, a partire da quest’anno, un piano triennale per il recupero degli appartamenti sfitti dell’Aler, impegnandosi a finanziarne progressivamente l’attuazione.

L’Azienda regionale per l’ edilizia residenziale, dal canto suo, ha appena pubblicato un avviso di manifestazione di interesse finalizzato alla conclusione di un accordo quadro con più operatori economici. L’obiettivo è quello di accelerare il più possibile le procedure di affidamento dei lavori in modo da contenere i tempi di esecuzione degli interventi via via che le risorse regionali verranno messe a disposizione.

Anche il Comune di Mantova è impegnato nel recupero di alloggi sfitti da reimmettere nel circuito delle assegnazioni. «L’amministrazione, sul fronte della casa, ha fatto e sta facendo molto – ricorda l’assessore ai lavori pubblici e politiche per la casa, Nicola Martinelli – Abbiamo investito risorse ingenti nella riqualificazione degli edifici, specialmente per l’efficientamento energetico, e abbiamo recuperato alloggi prima fatiscenti per renderli fruibili in piena sicurezza e decoro. Un grande lavoro – sottolinea – è stato fatto per evitare gli sfratti, in particolare nei casi di morosità incolpevole, sia per inquilini comunali che sul mercato privato. Certo – riconosce l’assessore – la domanda è alta e gli alloggi popolari non sono mai abbastanza. Anche per questo continuiamo l’opera di riqualificazione e recupero, in vista del nuovo bando per assegnare altri appartamenti che verrà emesso dopo l’estate». —
 

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