Due vescovi per don Primo: «Mantenete la sua memoria»

Busca e Napolioni hanno ricordato Mazzolari a 62 anni dalla scomparsa. Il sindaco Torchio: «Ritrovarsi in chiesa è come un nuovo Diario di Primavera»

«Dopo contenimenti e sacrifici che ci hanno tenuto lontani, quasi un nuovo Diario di una Primavera» ha detto il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, nel suo saluto, citando il libro di Mazzolari. Perché la chiesa di Bozzolo è tornata a spalancare le porte, pur con tante regole da rispettare, per ricordare il suo indimenticabile parroco con il Vescovo di Mantova monsignor Marco Busca, che ha invitato a mantenere una memoria viva di don Primo Mazzolari. Accanto a lui il presule di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, e quindici sacerdoti.

Il vescovo di Mantova: Don Mazzolari riferimento anche per il mondo laico



Il vangelo della giornata, quello di san Giovanni sulla conversione di Tommaso, ma anche sullo spaccato della chiesa primitiva, dove nelle comunità si spartivano il fabbisogno, è stato il centro della sua omelia. Il “nessuno sia povero” di don Primo, i suoi insegnamenti sociali per correggere le disuguaglianze, la promozione della giustizia, la pace, sono intrinsecamente legate al Vangelo, alla sua fede che Gesù non è solo amico e maestro come pensava Tommaso ma è figlio di Dio.

I suoi insegnamenti sociali sono per Busca predicazioni contro le idolatrie, come quella dell’accumulo in sé e della illusione della ricchezza come fonte di felicità. Da lì la citazione di chi già alla scomparsa di Mazzolari aveva avvertito di non vederlo solo come grande scrittore, oratore, difensore degli oppressi, della pace e della giustizia ma soprattutto come uomo di fede. In chiusura, monsignor Busca ha invitato tutti ad un minuto di silenzio per invocare la grazia per intercessione di Mazzolari per le persone in difficoltà.

In apertura della cerimonia, il sindaco Giuseppe Torchio ha citato i legami alla terra camuna di monsignor Busca (è di Edolo), ai suoi paesaggi, alle dighe che rompono la siccità nella nostra pianura. Il vescovo di Cremona ha sottolineato come l’incontro sia un laboratorio antico di fraternità tra le due diocesi di Cremona e di Mantova; il parroco don Luigi Pisani ha ringraziato per l’invito a pregare don Mazzolari perché si realizzi la chiesa che ha sognato.

La messa è stata accompagnata dalla corale San Restituto con i canti di Ester Mutti e le letture di William Domini, Paola Pagliari, Carlo Bettoni. La sera precedente, in occasione del sessantaduesimo della scomparsa di don Primo Mazzolari (12 aprile 1959), in un convegno on line la Fondazione Mazzolari ha presentato il volume Ho bisogno di amicizia (a cura di Bruno Bignami e Umberto Zanaboni, edizioni Dehoniane). Si tratta di lettere non compiaciute e capaci di critica tra il 1908 e il 1959 tra don Mazzolari e don Guido Astori (1888/1982), amico fin dai primi anni del seminario. Nell’ultima, Mazzolari si lasciava alle spalle le “birbonate mantovane e cremonesi” dopo l’incontro consolatorio con Papa Giovanni XXIII. —



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