In piazza la protesta dei braccianti: «Noi, impoveriti e senza sostegni»

Sit-in per sostenere gli 8mila operai agricoli del Mantovano «L’ultimo decreto non concede aiuti alla nostra categoria»

Mancati ristori nel decreto Sostegni che hanno visto precipitare lavoratori e famiglie in situazioni di totale povertà. Presidio di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil ieri mattina in piazza Sordello. Obiettivo: alzare l'attenzione sui lavoratori agricoli. I dati parlano di almeno ottomila lavoratori nel Mantovano che, pur avendo perso un numero enorme di giornate di lavoro per l'emergenza Covid, non rientrano nelle misure di sostegno dell'ultimo decreto. Per questo, sempre ieri, una delegazione di rappresentanti dei sindacati è stata ricevuta dal prefetto Michele Formiglio. «Il prefetto – spiega Marco Volta, segretario provinciale Flai Cgil – si è dimostrato molto disponibile. Abbiamo spiegato i motivi della nostra mobilitazione e ha dimostrato grande attenzione, garantendo che li evidenzierà nelle sedi opportune e di sua competenza».

Altri temi caldi messi sul piatto dalle organizzazioni sindacali sono la richiesta di riconoscere la clausola sulla condizionalità sociale nella Politica agricola comune (Pac) per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta contratti di lavoro e leggi sociali, la contrarietà al tentativo di semplificare ancora di più l'uso dei voucher in agricoltura con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori, e l'esigenza di rinnovare rapidamente i contratti provinciali, visto che le trattative sono bloccate in quasi tutti i territori.


«I lavoratori dell'agricoltura sono stati considerati essenziali nella prima fase dell'emergenza, ora sembrano indicati come di serie B – commenta Ciro Di Lena, operatore sindacale Fai Cisl – i lavoratori agricoli sono collegati al mondo dell'horeca, a lungo fermo in questi mesi. Per questo hanno perso, a livello nazionale, quasi due milioni di ore di lavoro. Per loro chiediamo un riconoscimento e un aiuto concreto». Tra le rivendicazioni, la garanzia per il 2020, ai fini della tutela assistenziale e previdenziale, delle stesse giornate di lavoro svolte nel 2019, il bonus per gli stagionali dell'agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza, l'estensione della Naspi ai dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi, le tutele ai lavoratori agricoli nelle zone colpite da calamità naturali, eventi distruttivi, parassiti come la Xylella e la cimice asiatica e il riconoscimento di una cassa integrazione stabile anche per i pescatori, vista la forte riduzione dell'attività di pesca. «Questi lavoratori sono discriminati, devono avere la possibilità di accedere ai sostegni – aggiunge Gennaro Pesce, segretario organizzativo Uila Uil – è fondamentale per questa categoria avere un aiuto economico, visto il calo delle retribuzioni. Pensiamo anche ai lavoratori degli agriturismi, considerate le difficoltà di questi mesi». —



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