Sos dei volontari dello Iom di Mantova: «Soli al supporto vaccinale»

L’Istituto oncologico mantovano mette a disposizione 27 soci per l’assistenza all’hub della Favorita: «Serve aiuto anche da altre associazioni»

MANTOVA. L’Istituto oncologico mantovano sta avendo un ruolo primario nelle vaccinazioni anti-Covid. Dai primi di febbraio ha messo a disposizione un folto gruppo di volontari per il polo vaccinale nell’ex Cup dell’ospedale Poma e da sabato scorso ha trasferito il suo contingente in quello ricavato all’interno del Grana Padano Arena. «Le ragioni della nostra disponibilità – spiega il presidente Luciano Lanza – sono da ascrivere allo spirito di servizio che caratterizza da oltre trent’anni l’operato dello Iom. Questa pandemia è un evento traumatico e doloroso che riguarda tutti, che ci chiama in causa con senso di solidarietà».

Finora i soci-volontari che hanno prestato servizio sette giorni su sette sono stati sedici suddivisi in turni di quattro, sei e dodici ore a seconda delle necessità. «I nostri soci-volontari – spiega il presidente – in gran parte formati per le strutture di oncologia e di cure palliative, hanno saputo accogliere le persone, soprattutto gli anziani, prestare assistenza per gli adempimenti burocratici, aiutare nella compilazione dei questionari, accompagnare avendo cura di fornire le informazioni necessarie, rassicurare e rincuorare». Da sabato scorso il polo vaccinale si è trasferito al centro “Grana Padano Arena” alla Favorita e con esso i volontari Iom per proseguire la loro preziosa opera: «In questi giorni stiamo pianificando il calendario delle nostre presenze in base alle pressanti richieste che ci arrivano dai responsabili del coordinamento vaccinale dell’Asst-Mantova. Siamo riusciti a mettere a disposizione un gruppo con ben 27 soci-volontari che garantiranno la copertura di tutti i turni. Le necessità sono aumentate e, quindi, è aumento anche il nostro impegno». Lanza, però, lancia l’allarme: «L’organizzazione della vaccinazioni si è fatta pesante e da soli rischiamo di non farcela. Per questo ci serve l’aiuto di altre associazioni». Oggi, domenica, al Grana Padana Arena è in programma un tavolo di concertazione tra associazioni per pianificare un percorso di collaborazione con lo Iom.


Nonostante le incombenze derivanti dai vaccini l’Istituto oncologico mantovano continua con la sua attività quotidiana che svolge al Poma a supporto degli ammalati: «Siamo ancora presenti ogni giorno nelle strutture complesse di cure palliative e di oncologia e stiamo mettendo a punto con il settore qualità diretto dal dottor Burato e con il direttore di struttura dottor Busani il “Percorso cura benessere” nel reparto di senologia accanto alle pazienti. Siamo anche presenti, come associazione capofila, nel progetto per donare un robot chirurgico all’ospedale Poma. Invito tutti a contribuire».

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