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In Lombardia scoppia il caso caregiver: ci pensa l’Unione ciechi

Segnalate tre criticità: gli over 70 non possono accedere alla procedura di prenotazione come disabili; chi è certificato prima del 2010 non compare in elenco; il sistema consente d'inserire soltanto due caregiver e non tre come previsto

MANTOVA. Falsa partenza per la campagna di prenotazione vaccinale dedicata alle persone in stato di fragilità o disabilità grave (in possesso della certificazione prevista dalla legge 104) e ai loro caregiver, i familiari e conviventi che li assistono, nel limite di tre per ogni disabile. Tre le criticità segnalate dal presidente regionale dell’Unione ciechi e ipovedenti, Giovanni Battista Flaccadori.

Inghippo numero uno: «Le persone con più di 70 anni, riconosciute in situazione di gravità secondo la legge 104, accedono alla procedura di prenotazione in quanto ultrasettantenni e non come disabili e ciò preclude loro la possibilità di indicare i caregiver».

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