Ripensare la produzione, così la “Home Spa” dà forza alla Novellini

Dopo un 2020 in contrazione, la società di Borgo Virgilio ha rilanciato. «Abbiamo lavorato sui prodotti che avevamo in mente e li abbiamo valorizzati»

BORGO VIRGILIO (Romanore). Non è stato e non poteva essere un anno da celebrare, il 2020. Eppure, nonostante lo stop forzato alla produzione e i mercati sottosopra sembrassero le premesse per un anno da dimenticare, la Novellini di Borgo Virgilio ha retto e continuato a investire. E i clienti hanno risposto.

«È stato il periodo più buio della storia della nostra azienda - racconta Barbara Novellini, presidente del gruppo - ma ne parlo comunque volentieri, perché nei momenti difficili si trovano le energie per continuare a innovare. Nella comodità non nasce quasi mai nulla di creativo».

L’AZIENDA

Il gruppo, 150 milioni di euro di valore della produzione, 770 dipendenti e più di 50 Paesi serviti, è il più grande produttore europeo di box doccia e vasche idromassaggio. E tutta la produzione è a Mantova, nello stabilimento di Borgo Virgilio. Qui si è fermato tutto con il primo lockdown e da qui tutto è ripartito. Dopo i primi sei mesi di calo, nel secondo semestre l’azienda ha raggiunto i livelli di fatturato del 2019 ed è riuscita a recuperare terreno.

Barbara Novellini


«Alla fine, siamo arrivati a un risultato sul quale a marzo non avrei mai scommesso», ammette Novellini. Numeri con segno meno, ma comunque soddisfacenti per l’azienda, che è riuscita a contenere il calo al 14% (nel primo semestre la discesa era arrivata a -27%). Il merito è di un insieme di fattori: «Ha contribuito la capacità manageriale di tutta la squadra, ma siamo anche stati favoriti dal nostro business: lavoriamo dentro le case, e la casa in questo momento è al centro dell’attenzione. I mercati ci hanno premiato. Temevamo un rallentamento a settembre, quando si stava ventilando un nuovo stop. Invece il dinamismo positivo è continuato anche in autunno e inverno».



E prosegue: il 2021 si è aperto bene e questo primo trimestre, in crescita, sta dando fiducia. È ripartito anche l’estero, che di solito contribuisce a più della metà delle vendite. Ma la situazione non è omogenea: è andata bene la Francia, che rappresenta il secondo mercato di sbocco dopo l’Italia (e a volte la supera), mentre hanno sofferto di più la Spagna, la Germania e il Regno Unito, che però negli ultimi mesi dell’anno ha sorpreso con buoni risultati.

LE PREOCCUPAZIONI

A preoccupare, in questo inizio 2021 è, invece, la catena di fornitura. «Siamo in una bolla di aumento dei prezzi per tutte le materie prime». Il problema riguarda l’alluminio, la filiera del legno così come le materie plastiche, necessarie per il settore del wellness. Oltre a essere aumentati i prezzi, è diventato difficile reperirle, proprio in un momento in cui la domanda continua a crescere. Anche grazie alla novità del 2020: le mini piscine per terrazzi e giardini.

«Il 2020 è stato un anno in cui bisognava pensare a resistere e invece noi abbiamo continuato a lavorare sui prodotti che avevamo in mente e li abbiamo lanciati. Sul mondo del wellness stiamo puntando molto in termini di prodotti nuovi e crescita strategica». Le vasche da esterno, evoluzione della linea Divina da interni, hanno fatto la loro comparsa a marzo 2020, ma nel corso dell’anno sono arrivati nuovi modelli e misure. E il mercato le ha accolte molto bene.



«Ci aspettavamo avessero successo, anche se non in misura simile. L’idea che ci sta dietro è la Home Spa, un luogo di benessere in cui ci si può rilassare a casa propria. Il Covid ha portato all’estremo questo concetto. Anche se non è di sicuro quello che avevamo in mente quando abbiamo creato il concept». Le novità sono il frutto di un lavoro continuo di ricerca e sviluppo, per il quale il gruppo investe quasi tre milioni di euro all’anno. Ma la ricerca è anche al servizio della sostenibilità. «Abbiamo sempre cercato di anticipare i tempi - prosegue Barbara Novellini - a partire proprio dalla produzione. Negli ultimi 15-20 anni ci siamo concentrati, per esempio, sui trattamenti di superficie come verniciatura e cromatura. Nel processo produttivo sono assenti solventi e metalli pesanti e i nostri prodotti sono riciclabili al 100%. Ovviamente siamo un’azienda metalmeccanica, quindi non si può parlare di impatto zero, ma stiamo mettendo in atto tutti gli accorgimenti tecnici possibili per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. E presto, tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, lanceremo una serie di attività che consentiranno di compensare le emissioni di CO2».

LA STORIA

La richiesta d’apertura della sua attività, Gianfranco Novellini la deposita alla Camera di Commercio il 1° gennaio 1966. È giovanissimo, intraprendente e sta per diventare papà. Le fotografie in bianco e nero lo ritraggono sorridente nella sua bottega di vicolo Terziario, in città. Lavora il ferro battuto e costruisce i serramenti in alluminio. E, qualche anno più tardi, è il primo a inventare la zanzariera avvolgibile, che presto scalza quella a scorrimento. Un colpo di genio chiamato “Mary”, omaggio alla mamma Maria.

«La zanzariera avvolgibile - racconta Barbara Novellini, presidente del gruppo, che oggi guida con il fratello Marco - è il primo successo che permette all’attività di mio padre di cominciare a crescere e di avere al suo fianco in azienda la moglie Anna, che lo accompagnerà sempre. Il passo successivo è il box doccia. L’intuizione, che arriva nel 1974, ci porta nella stanza da bagno. E da lì non usciamo più». Il box doccia fa sì entrare la Novellini nella stanza da bagno ma, soprattutto, la porta in giro per il mondo: lo sbarco sul mercato europeo avviene negli anni Ottanta, ed è subito amore.

Una liaison che dura tuttora, con l’azienda di Borgo Virgilio leader continentale del settore. Nel frattempo, sempre nei primi anni Ottanta, arrivano nuovi materiali e nuove tecnologie: nel processo produttivo viene introdotta la tempra del vetro, che lo rende più elastico e sicuro. Negli anni Novanta parte un’altra avventura. In molte case cominciano a diffondersi le vasche per l’idromassaggio, e l'azienda coglie l’opportunità: lancia la sua prima linea wellness, che produce nei suoi stabilimenti, come tutto il resto.

Mentre tanti imprenditori vanno a produrre dove la manodopera costa meno, Novellini sceglie di restare in Italia, a Borgo Virgilio. Anzi, investe per verticalizzare tutta la filiera: nei siti si parte dalla materia prima. «Mio padre - prosegue Novellini - non ha mai pensato di andare a produrre dove costasse meno, quanto, piuttosto, dove c’era il mercato più importante. Per questo avevamo uno stabilimento in Francia. Questo perché il nostro prodotto è voluminoso e la logistica avrebbe abbattuto la convenienza della manodopera. Ma si è trattato anche di lungimiranza: i Paesi crescono e i costi bassi di manodopera non sono per sempre».

Agli inizi del nuovo secolo arriva un’innovazione importante per il marketing: nasce il Novellini store, il primo portale per addetti ai lavori. Questi sono anche gli anni in cui il bagno conquista importanza e in cui l’estetica fa la differenza: nascono, così, le prime personalizzazioni dei box doccia con la stampa su vetro ad alta definizione, e l’offerta si ampia con l’acquisizione del marchio di mobili da bagno Iotti. Poi arriva il 2013, anno cruciale. In un momento già difficile, all’improvviso l’azienda perde la sua guida, Gianfranco Novellini. I figli si fanno forza e raccolgono il testimone. «Io e mio fratello abbiamo dato prova che se c’è una seconda generazione pronta, si può fare».

Mai avuto dubbi? «Siamo cresciuti in azienda e non abbiamo mai pensato che ci fossero alternative. È stata una scelta naturale. Ma abbiamo avuto la fortuna di avere dei mentori: oltre ai nostri genitori, anche tanti collaboratori che ci hanno formati». Negli anni successivi, la crescita è proseguita. L’ultima delle tante innovazioni è la mini piscina da giardino. Alla fine, l’azienda è anche uscita dalla stanza da bagno.

LA STRATEGIA

Alla Novellini amano dire che i loro influencer sono gli idraulici. E stanno mettendo a punto un’app tutta per loro. Obiettivo: far conoscere, in tempo reale, la disponibilità di prodotti e servizi. È una delle novità 2021 del gruppo di Romanore, che ha molto a cuore il rapporto con la categoria. «Noi vendiamo ai distributori - dice Barbara Novellini, presidente dell’azienda - ma gli idraulici sono i nostri opinion leader».

Conquistare i professionisti del settore non è facile: servono affidabilità e semplicità di installazione e grande disponibilità di magazzino. L’app, che debutterà a breve, nasce da una derivazione del sistema di gestione online degli ordini, un portale che non permette acquisti ai consumatori finali. Grazie al web, l’idraulico potrà vedere tutto il catalogo dal cellulare e conoscere le disponibilità dei pezzi in magazzino e le eventuali alternative. «È una bella novità che ci aiuterà molto a tenere vicine le persone che più credono in Novellini - spiega la presidente - Se siamo riusciti a recuperare in fretta dopo mesi difficili è anche grazie alla fiducia, oltre che di architetti, designer e distributori, degli idraulici, figura professionale per noi importantissima».

La tecnologia accorre in aiuto anche del marketing. Con le fiere internazionali bloccate e le visite aziendali sospese, l’azienda ha rimediato con visite virtuali e corsi di formazione online. «Le visite aziendali ci mancano molto - prosegue Novellini - Ogni anno riceviamo più di tremila visitatori tra clienti, soprattutto stranieri, e professionisti del settore. Le nostre “porte aperte" rappresentano un’attività di marketing importante, ma abbiamo dovuto sospenderle. E allora ci siamo inventati i webinar. È stato un bellissimo lavoro creativo, che ha avuto grande successo». L’azienda sta aspettando, invece, che l’emergenza rientri per lanciare le ultime novità nell’arredo bagno, un altro dei progetti 2021. «Riteniamo di avere ancora molto da dire, ma sono prodotti da show-room, che hanno bisogno di essere visti e toccati per poter essere venduti».

IL PROCESSO

Dalle materie prime al prodotto finito: la produzione Novellini è 100% made in Mantova, con molta attenzione alla sostenibilità del processo. Se questo è possibile, è grazie all’intuizione del fondatore, Gianfranco Novellini, che investì per verticalizzare tutta la filiera. Si comincia con la fonderia, che è in grado di produrre circa 20mila tonnellate di alluminio. Lo fa utilizzando un lega composta per il 70% da alluminio proveniente dal riciclo. Il 30% dell’alluminio prodotto in fonderia viene utilizzato per le linee Novellini, mentre la parte rimanente viene venduta all'esterno, anche grazie alla joint venture con un’azienda americana che ha portato alla nascita di Novalmec. I profili vengono verniciati a polvere epossidica a base d’acqua, senza solventi e metalli pesanti. La verniciatura in eccesso viene aspirata, filtrata e recuperata al 97%.

Spreco quasi pari a zero anche per l’acqua: reintegrata nel processo produttivo del vetro al 95%. Anche il vetro di box e cabine viene lavorato qui: sono 4.300 i pezzi che passano dalla vetreria aziendale. Si va dal taglio alla tempra, un processo termico che rende il vetro sicuro ed elastico. Ed è made in Borgo Virgilio anche la produzione dei componenti per l’idromassaggio e dei mobili Iotti. Vetro, profili e particolari in plastica si incontrano, poi, nello stabilimento di assemblaggio. Una parte del lavoro è rimasta manuale: è il caso dei prodotti d’alta gamma o delle misure speciali. Per il resto ci sono 14 impianti robotizzati, che non sostituiscono le persone ma le aiutano nell’assemblaggio. Automatizzato anche il magazzino verticale, che consente di conoscere in tempo reale la consistenza delle scorte.