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Accusato dall’Inail di falsa attestazione: ex sindaco di Curtatone ancora a processo

Secondo l'accusa, Calanca, in qualità di legale rappresentante della società Lcm, ora fallita, avrebbe presentato un documento unico di regolarità contributiva fasullo

Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Di nuovo in aula Claudio Calanca, ex sindaco di Curtatone, ex presidente dell’Unione provinciale artigiani ed ex legale rappresentante della Lcm, una società fallita nel novembre del 2015. È a processo per aver presentato all’Inail di Mantova una falsa attestazione. Più precisamente il documento unico di regolarità contributiva o Durc che attesta la regolarità contributiva Inps, Inail, rilasciato dalla Cassa edile competente per zona, necessario per l'inizio lavori di un cantiere edile in Italia.

Dal 1º gennaio 2009 l'obbligo del possesso del Durc è stato esteso a tutte le ditte che lavorano in regime di appalto o subappalto di qualsiasi tipo di lavoro anche fuori dall'ambito dell'edilizia, escludendo però dall'obbligo gli artigiani che lavorano in proprio senza dipendenti, anche se l'ente certificatore è tenuto a rilasciare comunque la certificazione, ove richiesta, anche se non necessaria.

A presentare la denuncia che ha portato al rinvio a giudizio di Calanca era stato l’allora direttore dell’Inail che la mattina del 14 aprile è stato sentito come testimone dal giudice Enzo Rosina e dal pubblico ministero Giulio Tamburini. Una decisione che il dirigente aveva preso dopo aver esaminato attentamente il documento inviato dalla società Network aziendali srl, con la quale la società di Calanca aveva rapporti commerciali.

Una richiesta che la società, con sede a Firenze, aveva inviato all’Inail per accertarne la veridicità. Veridicità inesistente secondo il direttore dell’Inail. Da qui, come già accennato la denuncia nei confronti di Claudio Calanca. La prossima udienza è stata fissata per il 16 giugno. Per quella data sono previste sia la discussione sia la sentenza.

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