Partito l’iter per la fusione fra San Giovanni del Dosso e Schivenoglia

Il sindaco di San Giovanni del Dosso, Angela Zibordi

I consigli comunali chiamati ad approvare entro maggio. Poi il voto in autunno

DESTRA SECCHIA. Tira aria di fusione fra San Giovanni del Dosso e Schivenoglia: dopo il fallimento di Isola mantovana, i due Comuni, in cui il referendum aveva ottenuto la maggioranza, stanno pensando di riprovarci. Ora si cerca una larga convergenza sul matrimonio, anche perché i tempi sono strettissimi.

Siamo in una fase embrionale, le due amministrazioni hanno imbastito il discorso, la sera del 13 aprile il sindaco di San Giovanni, Angela Zibordi, ha prospettato la possibilità in consiglio comunale, mentre a Schivenoglia era stata fatta una riunione informale la settimana precedente. Al momento le due minoranze hanno sospeso il giudizio, prendendosi tempo per valutare tutti gli aspetti, anche se la notizia è stata accolta con perplessità dall'opposizione di San Giovanni.

Il prossimo passo sarà una riunione congiunta dei due consigli, in cui le forze politiche saranno chiamate a esprimersi. L'obiettivo dei due sindaci è di avere un largo consenso. La fusione imporrebbe tempi rapidi. Se il meccanismo andasse avanti, entrambi i consigli dovrebbero approvare la proposta entro la metà di maggio, per strutturare poi il progetto da far votare ai cittadini in concomitanza con la tornata amministrativa, prevista per l'autunno.

Se l'esito del referendum fosse positivo, il nuovo Comune nascerebbe il primo gennaio del prossimo anno, arriverebbe il commissario e la nuova amministrazione verrebbe eletta nella prima tornata utile, verosimilmente nella primavera del 2022.

«Abbiamo un punto di partenza – commenta Zibordi – il lavoro fatto per Isola mantovana: si estrapolerebbero i dati relativi ai due comuni interessati che verrebbero poi aggiornati». Va infatti ricordato che due anni e mezzo fa era saltata la fusione a quattro, allora della partita erano anche San Giacomo delle Segnate e Quingentole, proprio in quei due comuni era stato bocciato.

Da allora nel Destra Secchia le aggregazioni si erano fermate, dopo un periodo che aveva visto la rapida fusione per incorporazione tra Sermide e Felonica, poi quella che ha dato origine a Borgo Mantovano e infine quella tra Borgofranco e Carbonara.

San Giovanni conta 1.237 abitanti, mentre Schivenoglia 1.142, con la fusione si supererebbero di poco i 2mila, quindi si andrebbe in deroga rispetto alla normativa che prevede queste unioni per un minimo di 5mila abitanti. «La fusione ha l'obiettivo di garantire e migliorare i servizi per i cittadini, in una situazione difficile per i piccoli Comuni» sostengono Zibordi e il primo cittadino di Schivenoglia Federica Stolfinati.

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