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Mantova, i costruttori ci riprovano: «I 120 milioni sono in bilico»

Scacchetti scrive ai rappresentanti istituzionali dopo l’appello di gennaio. Senza una proroga a fine 2022 niente soldi per gli interventi post-terremoto

E.C.
1 minuto di lettura

MANTOVA. Siamo ancora lì, al punto di partenza. Lo scorso 16 gennaio la Gazzetta aveva lanciato l’allarme: il territorio (inteso come cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese) rischia di perdere lavori per 120 milioni. Perché? Perché con il decreto “Mille Proroghe” non ci sarà lo slittamento almeno fino al dicembre 2022 dello stato di emergenza da terremoto e quella montagna di denaro tornerà a Roma per mancanza di progetti.

Subito dopo l’appello del presidente dei costruttori edili di Confindustria, Attilio Scacchetti, erano arrivati il sostegno dei sindaci della Bassa e, da ultima una lettera dei circolo del Partito democratico dell’Oltrepò. Poi il silenzio, rotto in queste ultime ore da un’iniziativa della deputata Rauti (serve la proroga «per garantire la continuità delle procedure connesse con l'attività di ricostruzione). Vedremo che esito avrà il tentativo.

Al momento della proroga non c’è nemmeno l’ombra, e la paura di perdere un’occasione storica è sempre più concreta. Così Scacchetti ci riprova: ha scritto una lettera a tutti i rappresentanti istituzionali mantovani.

«Nei mesi scorsi ho personalmente sollevato, a livello locale, la criticità legata alla scadenza dello stato di emergenza per il terremoto che ha colpito il territorio mantovano nel maggio 2012, fissata per la fine del 2021. Se ciò dovesse avvenire, tutti gli interventi di rifunzionalizzazione del patrimonio pubblico delle zone colpite dal sisma rischiano di non ricevere i fondi già a disposizione, ma vincolati, appunto, alla dichiarazione dello stato di emergenza. Gli auspici erano legati all'inserimento della proroga nel cosiddetto decreto “Mille Proroghe”, tuttavia, dato che tale ipotesi purtroppo non si è concretizzata, sono a chiederti di mettere in atto quanto di tua competenza affinché sia inserito nella conversione in Legge del cosiddetto “Decreto Legge Sostegni”, di recente approvazione. Ricordo che la proroga dello stato di emergenza rappresenta per Mantova e la sua Provincia il finanziamento di interventi per 120 milioni di euro».

Il punto non è che i Comuni o le imprese abbiano dormito. Il punto è che il Covid ha frenato l’attività di tutte le amministrazioni e di tutte le aziende. E un piccolo Comune non ha di certo le energie per provvedere ad una progettualità tanto complessa. Certo comunque, che al di là delle concause (la progettazione di alcuni lavori richiede tempo e notevoli risorse tecniche), la beffa sarebbe notevole. Da Villa Strozzi a due interventi a Suzzara, le opere sospese sono soprattutto interventi pubblici. —



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