Mantova, le palestre hanno il fiato corto: «Speriamo di riaprire a giugno»

Cross Fit Air di via Cremona: «Non mi faccio illusioni, temo saremo gli ultimi».  Olos di Cerese: «Nel 2020 - 80% di incassi, ripartire con regole meno severe»   

MANTOVA. Una chiusura ininterrotta da ottobre, dopo un 2020 contraddistinto da pochi mesi di lavoro. I gestori delle palestre attendono notizie sulle riaperture, tra ristori assenti, o quasi, spese ingenti e prospettive fosche. «Non ci facciamo grandi illusioni – spiega Davide Scardeoni di CrossFit Air di via Cremona –. Temo saremo tra gli ultimi a ripartire, magari a giugno. Speriamo si possa partire prima con allenamenti all'esterno, magari in piccoli gruppi. Le sedute online hanno fatto il loro tempo. Alle persone serve la palestra, oltre che per gli ovvi benefici legati alla salute fisica, per l'aspetto mentale. Sfogarsi, vedere altre persone». Alcuni aspetti sono difficili da digerire.

«Dal 15 marzo è tornata la possibilità di utilizzare le aree fitness all'aperto, dove di certo nessuno controlla se vengono fatte le sanificazioni – prosegue Scardeoni –. Una cosa bizzarra. Come bizzarro è il fatto di continuare a pagare la tassa rifiuti. Noi produciamo solo carta e poca plastica, eppure paghiamo in base ai metri quadrati». Sulla stessa lunghezza d'onda, Lorenzo Foderà di Ugly Crossfit di Belfiore.

«Da sei mesi dicono che apriremo il mese successivo – commenta –. Non ci sono indicazioni, ma spero non si vada oltre giugno. Speriamo in maggio. Ristori? Nel 2021 è arrivato meno di niente. A parte che, se anche fosse arrivato quanto annunciato, non ci avremmo pagato neanche un mese di affitto. Siamo un po' rassegnati, ma abbiamo visto che anche le proteste in piazza portano a poco».

Marco Dal Molin gestisce la palestra Olos di Cerese. «Nel 2020 abbiamo registrato un -80% di incassi rispetto all'anno precedente – puntualizza –. In Italia ci sono 6 milioni di persone che frequentano le palestre, il fitness ha più praticanti del calcio. Peccato che quando si parli di sport, le palestre non vengano mai citate. Speriamo di ripartire con un protocollo non troppo stringente, magari come quello dello scorso anno. In caso di norme più dure, sarebbe da pensarci due volte prima di riaprire». —



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