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Ritorno in aula con protesta: «Bisogna rifare le turnazioni»

VIADANA. Col ritorno in zona arancione, un consistente numero di studenti è tornato a frequentare le lezioni in presenza. Alle scuole medie la presenza in classe è già al 100 per cento; alle superiori, invece, i tre diversi istituti del Sanfelice fanno a turno: questa settimana sono a scuola i ragazzi del polo tecnico-professionale di via Roma, mentre liceali e futuri ragionieri proseguono con la Dad; la settimana prossima porte aperte solo al liceo e all’Ite, mentre in via Roma le lezioni si svolgeranno su piattaforma informatica. L’organizzazione messa a punto al Sanfelice non convince tutti i genitori.

«Far entrare tutti a scuola un giorno, e nessuno il giorno dopo, non è la stessa cosa che ridurre il numero di persone contemporaneamente presenti a scuola. Gli alunni in frequenza, così come insegnanti e operatori scolastici, sono molto più a rischio. Meglio sarebbe scaglionare in altro modo la frequenza degli studenti: ad esempio una settimana il triennio e la settimana dopo il biennio».

C’è chi lancia un appello all’amministrazione municipale, affinché si faccia sentire presso la dirigenza per chiedere una revisione del calendario delle lezioni. In verità, come nota lo stesso assessore all’istruzione Rossella Bacchi, il Comune ha poca voce in capitolo sull’organizzazione delle scuole superiori: la decisione di turnare la presenza a scuola tra i diversi poli è stata infatti presa a suo tempo dall’organismo democratico deputato, il consiglio d’istituto del Sanfelice, di cui fanno parte le rappresentanze di docenti e operatori assieme a quelle di genitori e studenti.

La decisione per Viadana era stata presa sulla base della considerazione che a scuola le misure di sicurezza sanitaria vengono rispettate con molto rigore e dovrebbero mettere al riparo i ragazzi dal rischio contagi (niente contatti tra classi diverse, uscite scaglionate, percorsi obbligati, aule regolarmente arieggiate, ricreazione in aula, tracciamento di tutti gli spostamenti, dispositivi di protezione aggiuntivi per alunni fragili e docenti), mentre – per disposizione nazionale - occorre fare in modo che i posti sui mezzi pubblici di trasporto siano occupati per non più del 50 per cento. Il problema dei trasporti non riguarda ovviamente solo Viadana.

È chiaro che raddoppiare le corse e permettere ingressi scaglionati consentirebbe di alzare le percentuali di presenza a scuola, ma rimarrebbe da capire come coprire i costi aggiuntivi di trasporto. Alle scuole medie cittadine, intanto, le lezioni in presenza riguardano il 100 per cento degli alunni per tutte le classi, dalle prime alle terze. Il rischio assembramenti sugli scuolabus è evitato: «Abbiamo otto linee di trasporto pubblico funzionanti – spiega l’assessore all’istruzione Bacchi – e gli utenti sono poco più di 400, rispetto ai 650 dell’anno scorso, per cui il limite di occupazione dei posti a bordo dell’80 per cento viene rispettato». —



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