Addio composto ai due ex assessori di Suzzara

Ultimo saluto silenzioso a Guandalini e Aleotti nel rispetto della volontà espressa dalle due famiglie

SUZZARA.  Un addio nel silenzio e nel rispetto delle volontà espresse sia dalla famiglia Aleotti che dalla famiglia Guandalini. Due lutti che però hanno scosso la comunità suzzarese. Venerdì pomeriggio (16 aprile) l’estremo saluto dalla camera ardenti dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova di Pietro Aleotti, 75 anni, ex vicesindaco per il cimitero di Suzzara. Ha lasciato nel dolore il figlio Jacopo, la sorella Marina con Gino, la suocera, i cugini, i cognati, i nipoti e parenti.



E dalla camera ardente della Fondazione Ospedale Civile di Gonzaga, alle 15  di venerdì, l’ultimo saluto anche a Patrizio Guandalini, 66 anni, docente di filosofia ed ex assessore alla cultura, trasferito al tempio crematorio di Mantova. La sua prematura scomparsa ha lasciato nel dolore la moglie Giulia Marmiroli, i figli Francesco e Benedetta, i cognati con le rispettive famiglie e parenti.

I due ex amministratori, morti a distanza di poche ore l’uno dall’altro avevano fatto parte della giunta nel 2009 dell’ex sindaco Wainer Melli che non aveva saputo della prematura scomparsa di Aleotti, mentre per Guandalini con la voce rotta dal pianto è riuscito a dire solo poche parole: «Patrizio era impagabile».

Nel tardo pomeriggio a funerali avvenuti, sono stati affissi gli avvisi mortuari sia di Pietro Aleotti che di Patrizio Guandalini. Per quest’ultimo, la famiglia comunicherà con un successivo annuncio una messa in suffragio.

Decine i messaggi di cordoglio che amici, studenti, colleghi hanno dedicato al professor Guandalini, e quasi tutti iniziano con la frase “Ci mancherai”. Lo staff del “Piazzalunga” ha pubblicato su Facebook un video per ricordare l’ex assessore alla cultura quando il 21 giugno del 2013 tenne a battesimo il centro culturale. Lo scorso anno, ai primi di dicembre, il “Piazzalunga” aveva perso un’altra importante figura: Elena Prandi che curava tutti gli eventi.

Patrizio era un uomo di cultura a 360 gradi e sul suo personale profilo social pubblicava riflessioni e poesie che incantavano chi le leggeva per la profondità e la sensibilità delle sue parole. Amava andare in bici e spesso lo si vedeva sulle strade in abbigliamento sportivo e bici da corsa. E sempre col sorriso sulle labbra.

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