Interrogazione europea sulla nuova porcilaia in progetto a Schivenoglia

Firmata dalla verde Eleonora Evi 

SCHIVENOGLIA.  La Provincia ha autorizzato l’iter di ampliamento della porcilaia dell’azienda Biopig nel comune di Schivenoglia, che passerà dall’ospitare 900 suini ad ospitarne oltre 4mila nell’ex latteria senza passare attraverso la valutazione d’impatto ambientale. «Un’autorizzazione ad espandersi in piena violazione della normativa UE, poiché il progetto non è stato preliminarmente sottoposto ad una Valutazione di Impatto Ambientale, obbligatoria per gli allevamenti con oltre 3mila animali che rientrano nelle industrie “insalubri di prima classe”, né tanto meno al procedimento di screening di VIA».

A dirlo l’europarlamentare Eleonora Evi, ex MOvimento 5 Stelle e ora aderente del gruppo dei Verdi europei di Europa Verde . «La zona della bassa Lombardia è nota per essere già satura di allevamenti intensivi - concentrando il 51% di tutti i suini e quasi il 25% dei bovini allevati nel territorio nazionale - che contribuiscono profondamente alla pessima qualità dell’aria che si respira in Lombardia e ai continui sforamenti dei limiti di PM10 e PM2,5, per i quali l’Italia è già stata condannata dalla Corte di Giustizia UE. Pensare di aumentare ulteriormente l’attività zootecnica in quest’area significa infischiarsene dell’impatto ambientale di questi allevamenti e delle ricadute sulla salute dei cittadini. Farlo nel pieno di una pandemia è ancor più grave. Per questa ragione - conclude la Evi - ho presentato un’interrogazione alla Commissione Ue per segnalare le palesi violazioni del diritto UE compiute nell’autorizzare questo folle progetto, che deve essere fermato al più presto». —

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