Mantova, ogni giorno 400 dosi in più di vaccini: lunghe code alla Favorita

Il direttore del Poma annuncia il potenziamento quotidiano delle linee vaccinali. Alla Grana Padano Arena assembramenti e polemiche. L’Asst: c’è stato un rallentamento

MANTOVA. «C’è coda all’ingresso, non va bene. C’è troppo assembramento, bisogna fare qualcosa». Ore 10.30 di domenica mattina: il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, è in auto e si sta avvicinando al parcheggio del polo vaccinale La Favorita a Boccabusa.

Ma subito si accorge che qualcosa che non va: troppa gente in fila, una coda che si allunga di alcune centina di metri. Ma la chiamata era per un altro motivo: «Ho una buona notizia, a mezzogiorno apriamo nuove linee, sia alla Favorita che negli altri hub vaccinali della provincia gestiti da Asst. Così saremo in grado di fare dalle 350 alle 400 iniezioni in più al giorno. Però adesso c’è troppa coda all’ingresso, poi vi dico».


Con il potenziamento delle vaccinazioni la provincia di Mantova potrebbe avvicinarsi così alle duemila iniezioni al giorno, a patto ovviamente che arrivino i vaccini.



Il manager sanitario dell’Ass spiega che al polo La Favorita entro il 26 aprile si passerà al 12 linee vaccinali, contando di arrivare presto alla potenzialità massima di quindici. «E da domani (oggi, ndr) – sottolinea Stradoni – saremo in grado di attivare una linea in più in ogni hub provinciale periferico, vale a dire Ostiglia, Gonzaga e Castel Goffredo».

Sui disservizi dei giorni scorsi causati dal nuovo sistema di prenotazione appena entrato in funzione e gestito da Poste Italiane, che hanno preso il posto di Aria, il direttore generale fa sapere che ieri mattina un tecnico delle Poste era al lavoro alla Favorita per riorganizzare le liste di prenotazione tra prime dosi e richiami in modo da evitare le convocazioni degli utenti a parecchi chilometri dal luogo di residenza.

Affollamenti alla Grana Padano arena per fare il vaccino anti Covid



Riguardo invece alle file di domenica mattina, Stradoni dopo un’ora dal primo sopralluogo ammette che qualcosa non ha funzionato: «Abbiamo rilevato un certo rallentamento in fase di accettazione per l’anamnesi degli utenti da vaccinare. Intorno alle 13.30 avevamo circa 30 minuti di ritardo sulle prenotazioni ma via via sono diminuiti. Purtroppo c’è tanta gente che si presenta per ricevere il vaccino AstraZeneca ma al colloquio con l’operatore sanitario risulta inidonea». L’Asst segue infatti la raccomandazione della autorità sanitaria nazionali di somministrare AstraZeneca agli over 60 solo in assenza di patologie.



Le lunge code di ieri mattina sono confermate anche dalla testimonianza di una donna di 75 anni di Belfiore accompagnata alla Favorita dalla figlia. «È vero – confessa la figlia – siamo giunte con un margine di anticipo di circa trenta minuti rispetto all’ora fissata per l’ appuntamento, ma all’arrivo ci siamo subito rese conto che c’era troppa gente in fila. Tutti ammassati, con la mascherina ma senza distanziamento. La coda era solo all’esterno. Ma ritengo che ci fossero poche seggiole all'interno, soprattutto per le persone anziane che dovevano sobbarcarsi un’ora di fila. Mi è rimasta impressa una donna anziana che si era seduta sul suo deambulatore. Alla fine della mattina mia madre non ha fatto nemmeno il vaccino perché le hanno proposto AstraZeneca e per paura ha rifiutato. Ora dovremo tornare in un secondo tempo». 




 

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