Anche ad Asola è allarme nuovi poveri: i casi sono triplicati

Segnalazioni in città e altri comuni della provincia sugli effetti socioeconomici della pandemia negli strati più deboli delle comunità. La Croce Rossa aiuta circa 150 famiglie nell’Asolano. L’altra faccia della crisi: bimbi senza giochi e anziani soli.  

ASOLA. Un bambino senza giocattoli, un anziano solo: eccola l’altra faccia della pandemia. Famiglie che prima dell’arrivo del virus erano appena sopra la soglia della povertà ora non arrivano a fine mese. Gli aiuti non mancano, certo, da quelli statali ai fondi erogati dai Comuni. Bastano? In alcune situazioni sì, nella maggior parte dei casi no, almeno per chi crede che ad una persona non bastino un tetto sopra la testa e qualcosa da mettere in tavola per vivere un’esistenza dignitosa. «I Comuni fanno quello che possono – spiega Franco Novellini, presidente della Croce Rossa di Asola – ma serve molto altro. Al momento aiutiamo circa 150 famiglie ad Asola e nei paesi attorno. Prima della pandemia erano una cinquantina, le richieste di aiuto sono triplicate, durante il lockdown dell’anno scorso eravamo arrivati addirittura a 250, ora il dato sembra essersi stabilizzato».



La Cri grazie alla generosità di associazioni e singoli cittadini garantisce una sorta di welfare integrativo, funge da catalizzatore della solidarietà. «Molte persone si vergognano e non chiedono contributi agli enti pubblici – racconta Moreno Romanelli dell’associazione Libera mente, che collabora con la Cri – Riusciamo ad arrivare a loro grazie al passaparola. Nelle comunità più piccole succede spesso che un volontario bussi alla porta per chiedere se va tutto bene e magari poi si accorge che il papà non ha la possibilità di comprare un paio di scarpe nuove al figlio, giusto per fare un esempio. Il nostro obiettivo è proprio questo: rintracciare “gli invisibili”, coloro i quali per i motivi più diversi non hanno accesso ad assistenza di alcun genere».



Vestiti usati, giochi per i più piccoli, libri: tutto fa brodo, qualsiasi tipo di donazione è ben accetta. L’emergenza sociale è profonda e la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 sta creando nuove povertà.

«Noi ci siamo, continueremo a raccogliere le donazioni di chiunque voglia dare una mano – dice ancora Novellini – Con una nostra auto offriamo anche il servizio “free taxi” per chi deve recarsi nei poli vaccinali della zona, soprattutto le persone anziane. La situazione è dura per tutti ma per qualcuno lo è molto di più, pensiamo prima a loro».


 

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