Fusione tra San Giovanni del Dosso e Schivenoglia, la parola passa ai consigli

Mercoledì sera il primo passo ufficiale verso la creazione di un unico ente. Se arriva il sì, in autunno previsto il referendum e a gennaio 2022 la nascita

MOTTEGGIANA. Venerdì scorso è stato inviato al protocollo del comune di Motteggiana lo studio di fattibilità di fusione con Suzzara, commissionato allo Studio Legale e Tributario di Mantova. Le due amministrazioni elette nel 2019 hanno da subito intrapreso un cammino di forte collaborazione su vari fronti e anche questo studio, successivo al forte stimolo del Comitato per il “Si”, è un passo in quella direzione. Lo scopo dello studio è di esplorare, valutare e verificare un percorso per una possibile fusione con Suzzara.

«Com’ è emerso nei diversi incontri pubblici - ha spiegato il sindaco Stefano Pelliciardi - i Comuni di Motteggiana e di Suzzara sono territori contigui, omogenei e affini sotto diversi punti di vista, sociali e culturali. Esiste fra le due comunità una migrazione quotidiana, per motivi di lavoro, di studio, per fruizione di servizi e per svago. Esiste, anche, dal punto di vista amministrativo una storicità nella gestione di alcuni servizi in convenzione, quali trasporto scolastico, servizi scolastici e servizi sociali e per altri servizi quali polizia locale e ufficio ragioneria è stata recentemente avviata una collaborazione. Il Comune di Motteggiana - ha proseguito Pelliciardi - è un comune piccolo di 2.500 abitanti, dotato di risorse tecniche, finanziarie e umane limitate, inevitabilmente troverà sempre maggiori difficoltà a garantire servizi adeguati per i propri cittadini, con la fusione, nel nuovo Comune, si avrebbero maggiore efficientamento, maggiori specializzazioni per il personale e vantaggi economici non indifferenti considerando un contributo economico annuale da parte dello Stato di 2 milioni di euro per 10 anni, aumento della capacità assunzionale, riduzione dei costi di gestione e una implementazione della quantità e della qualità dei servizi erogati».


«Con i contributi statali e regionali il nuovo ente potrà inoltre effettuare investimenti in opere pubbliche ed ampliare la gamma dei servizi offerti alla cittadinanza, questa è una pagina bianca da scrivere insieme ai cittadini.» Lo studio di fattibilità è uno strumento per aprire un confronto sereno e una discussione sul progetto di fusione con i cittadini, con le categorie produttive e con le varie associazioni.
 

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