Il Poma ancora sotto stress: «Si sconta l’effetto Pasqua»

Meno contagi ma la discesa s’è fermata. Rianimazione e pronto soccorso saturi. Gli interventi chirurgici al 30%

MANTOVA. La curva settimanale dei contagi è in calo: meno 40 per cento a livello nazionale, meno 58 per cento in provincia di Mantova. Ma le buone notizie finiscono qui. Sì, perché se prendiamo in esame gli indicatori del grado di stress negli ospedali il quadro cambia. E anche di parecchio. Nelle ultime ore nel Mantovano la situazione è di nuovo precipitata, come del resto alcuni medici avevano preannunciato, a causa degli effetti del dopo Pasqua e Pasquetta, quando le restrizioni avevano subito un allentamento concedendo la possibilità di far visita ad amici e parenti. Non a caso qualcuno l’ha già definita la tassa pagata dopo le tavolate pasquali e le grigliate.

I NUMERI


Le rianimazioni sono sotto pressione con tutti i letti occupati: 21 al Carlo Poma e 7 a Pieve di Coriano. Il 10 aprile erano 19, tutti a Mantova e nessuno a Pieve, e il 9 marzo solo 17 in totale. «Era prevedibile – confessa un rianimatore del Poma – purtroppo lo avevamo detto che il rischio era concreto. I ricoverati sono tutti mantovani e quello che ci lascia ancora più perplessi è che solo in provincia di Mantova in questo momento abbiamo un numero di ricoveri così elevato».

Quadro a tinte fosche anche al pronto soccorso Covid, dove ieri mattina si è arrivati alla saturazione. Una situazione di sofferenza confermata anche dal direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni: «In questi giorni stiamo assistendo a un iper afflusso di pazienti Covid. Al momento negli ospedali dell’Asst abbiamo 195 ricoverati e il trend è costante. I numeri purtroppo sono quelli di marzo. È vero che i contagi sono calati e che la media mobile a sette giorni è di 110 contagi ma è ferma da alcuni giorni e non scende. Tra l’altro ricordo che il numero è esattamente quello della prima ondata. La situazione non è tranquilla».

GLI ALTRI REPARTI

«I reparti funzionano tutti, anche se le Medicine sono praticamente monopolizzate dai Covid – precisa Stradoni – le nostre chirurgie stanno lavorando ma siamo nell’ordine del 30 per cento degli interventi pre pandemia. Il resto viene eseguito fuori sede grazie all’aiuto che ci arriva dal San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere e dalla clinica San Clemente. La produzione chirurgica è bassa ma speriamo di arrivare ad almeno un 50 per cento nel giro di qualche giorno. Ricordo però che in occasione della prima ondata l’ospedale era praticamente bloccato. Funzionano regolarmente Oncologia, Cardiologia e Neurologia, mentre Cardiochirurgia ha dovuto ridurre di molto le sedute settimanali, al massimo una o due, perché non può più operare alla Poliambulanza di Brescia che per il Covid ha chiesto aiuto alla clinica San Clemente.

I PRIVATI

Gli interventi della Poliambulanza di Brescia da alcun giorni vengono in trasferta a Mantova. Come è successo lo scorso anno, a causa del Covid si sono allungati i tempi d'attesa per gli interventi derivanti da patologie che non rivestono un carattere di urgenza. «Oggi che siamo Covid free siamo contenti di poter dare una mano ai colleghi della Poliambulanza di Brescia – spiega il direttore sanitario della clinica San Clemente, Pier Vincenzo Storti – ma ricordo anche che contestualmente stiamo offrendo i nostri servizi operatori anche ai pazienti del Carlo Poma». 




 

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