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Gli studenti di Suzzara ricordano il professor Guandalini con una raccolta fondi

La sottoscrizione compare sulla piattaforma GoFundMe a favore dell’Associazione per la ricerca sul cancro. Molti i ricordi sul sito dell'istituto Manzoni

SUZZARA. Gli ex studenti dell'istituto Manzoni hanno lanciato su GoFundMe una raccolta fondi in ricordo del professor Patrizio Guandalini, 66 anni, morto il 15 aprile dopo una lunga malattia. «Siamo studenti dell'ex classe 5Bs e abbiamo deciso di organizzare una raccolta fondi in onore e memoria del nostro professore Patrizio Guandalini devolvendo la somma all'Airc per la ricerca contro il cancro».

I suoi alunni non hanno mai dimenticato gli insegnamenti. Così, hanno pensato a una raccolta fondi che ha avuto già 96 condivisioni in 4 giorni e ha superato i 1.400 euro. «Si definiva “cercatore del divino nella natura” Patrizio Guandalini, il docente, che fino a poco tempo fa continuava a tenere dei corsi e conversazioni filosofiche online» scrive Matteo Parladore, nel testo della raccolta.

E cita le parole del prof ai suoi alunni: «Eravate voi davanti a me a tirare fuori i concetti e la fede con cui ve li raccontavo, convinto (forse ingenuamente) che alcuni di quei concetti vi avrebbero aiutato ad attraversare il mare della vita».

«Lei ci ha insegnato a nuotare in questo mare - gli risponde l’ex studente - Ogni giorno, ora, minuto e secondo dobbiamo cercare di viverlo come se fosse l’ultimo. Ci ha insegnato a tuffarci a capofitto in ogni occasione non dicendo mai "no" a nulla, perché il peccato più grande è il rimpianto di quello che poteva essere. Questo ce lo ha insegnato lei a combattere per vivere e vivere per amare e amare per vivere».

Sul sito del Manzoni è pubblicato un video di Guandalini col commento della dirigente scolastica Paola Bruschi: «Keats era uno dei poeti preferiti di Patrizio. Ci ha lasciato da combattente, visto che ha tentato con tutte le proprie risorse di non darla vinta alla malattia per più di un decennio. Ci ha lasciato da poeta che ha percorso le vie della bellezza, ma anche quelle del disincanto, come spesso ai poeti accade». Sul sito anche la lettera di Francesco Ponti, ex studente.

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