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Confronto al ministero con Cnh, Giorgetti: non è tavolo di crisi

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SUZZARA. Si è svolto ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico l’incontro con Cnh Industrial convocato dal ministro Giancarlo Giorgetti, dopo l’interruzione della trattativa col gruppo cinese Faw Jiefang riguardante la cessione di Iveco. Il ministro ha risposto alla richiesta dei sindacati di consolidare il confronto affermando che “oggi è partito un tavolo di politica industriale e non di crisi”.

Questo è il punto su cui la Fiom e la Cgil sono impegnati con le lavoratrici e i lavoratori. L’incontro è sicuramente un primo passo importante, che risponde alle richieste dei sindacati, di aprire un confronto per investire in un settore strategico come quello della produzione di mezzi di trasporto nella transizione digitale e ambientale, e come è necessario aprire il tavolo sull’automotive, a partire da Stellantis. CnhI ha confermato il piano che prevede la separazione dei settori tra “On-Highway” e “Off-Highway” e la successiva quotazione. Per questo la Fiom e la Cgil hanno chiesto al ministro Giorgetti di proseguire il confronto su due punti: l’attuazione e implementazione dell’accordo stipulato al Mise il 10 marzo 2020 e garantire che lo spin off di Iveco realizzi la crescita industriale e occupazionale anche per l’intera filiera che occupa migliaia di lavoratori.

«Le risorse del Recovery Plan – spiegano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive e Silvia Spera, area Politiche Industriali Cgil nazionale - devono servire a investire nel settore e avviare la transizione verso tecnologie digitali e ambientalmente sostenibili, per dare impulso all’elettrificazione e alla ricerca e lo sviluppo per l’uso dell’idrogeno sulle trazioni dei mezzi medi e pesanti e al contempo garantire la transizione senza impatti occupazionali, CnhI vede crescere la domanda di mercato in tutti i settori: è il momento di intervenire per velocizzare gli investimenti. Il confronto con l’azienda e il ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro deve consolidarsi per garantire la realizzazione del piano industriale e gli investimenti su tutte le aree di business. Il cambiamento tecnologico va affrontato utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, da quelli per la formazione agli ammortizzatori sociali per tutelare l’occupazione, aumentare le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori e favorire il ricambio generazionale degli stabilimenti e degli enti centrali. Per la Fiom – Cgil – conclude la nota - il primo passo è stato fatto, ma oltre il percorso è necessario andare quanto prima alla realizzazione di un accordo di politica industriale per un settore strategico: powertrain, trasporto, costruzioni, macchine agricole e veicoli industriali». —

M.P.
 

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