Credito Padano, 2020 positivo con il raddoppio dell’utile

Raccolta diretta in aumento: la prudenza gonfia soprattutto i conti correnti. Impieghi in frenata soprattutto a causa dell’effetto lockdown su Pmi e artigiani

CASTEL GOFFREDO. Prosegue il trend positivo del Credito Padano che vede chiudersi il 2020 ancora una volta con segno positivo, un utile di 4,2 milioni di euro, nonostante il complicato quadro socio-economico determinato dalla pandemia.

«Veniamo da un anno doloroso, complesso e faticoso – spiega il presidente Antonio Davò. E il 2021 non sarà da meno, anche se auspichiamo che la campagna vaccinale proceda spedita, permettendo al Paese di ripartire. Da parte nostra, faremo di tutto per garantire come sempre una presenza costante e proattiva sul territorio, tenendo fede alla vocazione di essere una banca di comunità, vicina quindi a imprese, famiglie e associazioni».


«L’impegno che Credito Padano ha messo in campo per reggere l’urto della pandemia e garantire un adeguato servizio alla clientela ci ha premiato – prosegue il direttore generale Paolo Innocenti. Abbiamo raggiunto risultati positivi su molti fronti, mostrando capacità di resilienza organizzativa e gestionale. La banca non ha ceduto nel primo semestre e ha mostrato un significativo recupero nel secondo, tant’è che i numeri confermano una buona tenuta nel 2020 rispetto al 2019, con valori prossimi a quanto programmato nel piano operativo previsionale redatto a gennaio 2020, quindi ante epidemia».

Con oltre 3,2 miliardi di euro di mezzi amministrati, 37 sportelli, 268 dipendenti, 41 mila clienti ed oltre 7.200 soci, Credito Padano figura tra le Bcc posizionate nella categoria delle “grandi” a livello nazionale. La raccolta diretta, pari a 1,22 miliardi di euro, ha visto un incremento congiunturale anno su anno del 3,7%, la cui componente principale è rappresentata dai conti correnti, confermando il comportamento prudenziale dei risparmiatori in fasi di incertezza.

Anche la raccolta indiretta, pari a 1,17 miliardi, fa registrare un incremento del 7,7% rispetto al 2019 e del 12,8% sulla componente qualificata. Gli impieghi a clientela sono in contenuta diminuzione (-1,9%), in particolare per la caduta dell’operatività delle imprese medio/piccole e artigiane durante i periodi di lockdown, soprattutto sui loro portafogli commerciali. Gli impieghi sono stati in parte mantenuti dalle moratorie e dai finanziamenti che la Banca ha comunque erogato a imprese e privati, in base ai provvedimenti governativi Cura Italia e Liquidità. Queste tipologie di interventi hanno ammontato a oltre 200 milioni di euro di esposizione lorda. È proseguita la flessione del credito deteriorato (-25,8% rispetto al 2019, grazie anche a operazioni di cessione di sofferenze). L’incidenza sugli impieghi lordi si è contratta al 9,8%, circa 3 punti in meno del 2019. L’indice di copertura si attesta al 53%, con le sofferenze coperte per il 62%. Visto il miglioramento delle componenti di reddito, l’utile netto per l’esercizio 2020 si attesta a 4,2 milioni di euro, raddoppiando il risultato dell’anno precedente.

Sul fronte della politica a sostegno del territorio, la banca ha mantenuto il suo collegamento con le Comunità locali, che si è concretizzato in molteplici interventi economici riconducibili ad attività di beneficenza, di sponsorizzazione di manifestazioni, sia in campo culturale che sociale e religioso, per un impegno economico di circa 500 mila euro. Donazioni sono state fatte all’ospedale di Mantova e alle Rsa locali per aiutare concretamente chi era in prima linea contro il virus. —
 

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