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Il mercato di Mantova si prepara a tornare in centro, c’è una data: 10 giugno

Rebecchi: l’unica riserva resta l’andamento della pandemia. Soddisfatta Confcommercio: un bene per tutti gli operatori

MANTOVA. Si avvicina il ritorno del mercato del giovedì in centro città dopo mesi di trasloco in viale Te- piazzale Montelungo. La data al momento segnata in rosso sul calendario è quella del 10 giugno, diffusione dei contagi da Covid-19 permettendo.

Lo conferma l’assessore al commercio e alle attività produttive Iacopo Rebecchi: «Da tempo le associazioni di categoria ci chiedevano un’indicazione temporale per il ritorno in centro del mercato, per dare una certezza agli operatori – spiega – e giovedì sera ho comunicato loro che al momento la data ipotizzata è quella del 10 giugno. Ci riserviamo comunque ulteriori valutazioni e verifiche legate all’andamento della pandemia, ma confidiamo di poterla confermare».

E la notizia non poteva che essere ben accolta dai diretti interessati così come dai rappresentanti del mondo del commercio in centro storico. «Siamo sul Te da ottobre – spiega Lamberto Arioli presidente di Fiva Confcommercio, la categoria che raggruppa gli ambulanti – e tutti abbiamo visto cali di fatturato tra il 50 e il 70%. Pensi che i clienti più anziani sono spariti perché impossibilitati a raggiungerci. Senza contare il fatto che molti di noi hanno investito per poter avere un banco nel cuore della città. Con il ritorno in zona gialla, la campagna vaccinale e la fine dei lavori per la posa del teleriscaldamento in via Accademia e via Cavour speravamo in questa notizia. Il ritorno in centro è un bene per tutti gli operatori, non solo per noi».

A confermarlo sono sia Mattia Pedrazzoli, che guida Fipe Bar di Confcommercio, e Stefano Gola, vicepresidente provinciale e presidente sezione territoriale di Mantova dell’associazione di categoria. «I pubblici esercizi – racconta Pedrazzoli – raddoppiano il fatturato quando c’è il mercato e poi è un primo passo verso il ritorno alla normalità, verso la ripartenza di cui abbiamo tutti bisogno a livello economico e sociale». E anche Gola parla di «un passo verso la normalità in un momento in cui la categoria è allo stremo: ne abbiamo viste troppe e le abbiamo vissute tutte sulle nostre spalle». —


 

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