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Fermi, Belfiore e Virgilio prime scuole di Mantova con ingresso alle 10. Genitori e studenti critici

Dal 26 aprile in aula il 70% dei ragazzi delle superiori. Prova del fuoco per il piano varato dal tavolo prefettizio per combinare orari scolastici e corse dei pullman in città. I sindacati: molte scuole avranno problemi nel gestire la presenza al 70%

MANTOVA. Saranno gli studenti di istituto Fermi, liceo scientifico Belfiore e liceo classico Virgilio i primi a sperimentare, domani, l’ingresso alle dieci. Per tutti gli altri scolari delle superiori di città l’orario resta quello solito. Questo per due settimane, perché il 12 maggio si invertiranno gli orari. È il doppio turno pianificato per consentire le lezioni in presenza al 70% degli studenti delle superiori come previsto dal decreto riaperture. Le ultime settimane di questo anno scolastico sconvolto dalla pandemia riservano dunque l’ennesima novità ad adolescenti che hanno vissuto la loro esperienza di studio con un continuo alternarsi di aperture, chiusure, lezioni a distanza, lezioni in presenza al 50% e via dicendo.

Domani la prova del fuoco per il piano del trasporto scolastico concordato al tavolo prefettizio. Una situazione che pur andando incontro alle richieste sempre maggiori di dire addio alla didattica a distanza (Dad), rischia di scontentare un po’ tutti. «Questo tipo di articolazione creerà inevitabilmente disagi per gli studenti pendolari che abitano lontano dalla sede scolastica e che torneranno a casa nel tardo pomeriggio – osserva la referente di Age, Associazione genitori, Patrizia Togliani – come studieranno? Come potranno fare i compiti? Ci siamo battuti in questi mesi per il rientro di tutti nelle aule, ma a questa soluzione del 70 per cento, con ciò che comporta per il trasporto, sembra essere peggiorativa alla presenza al 50 per cento alternata e senza variazioni di orari». Va detto che per ridurre il disagio, le scuole hanno stabilito di accorciare le lezioni da 60 a 50 minuti (ma non è un obbligo): questo permette agli studenti di uscire un’ora prima.


Critiche vengono anche da Priorità alla scuola. Lorenzo, studente del Fermi, si dice deluso: «Il ritorno al 70% sembra una presa in giro». Jacopo del liceo Virgilio si chiede come sia possibile che «dopo 14 mesi si gestisca la situazione come se fosse un'emergenza. Era chiaro dall'inizio che serviva investire nei trasporti». Alice del liceo artistico Giulio Romano osserva che «il doppio turno è un grave problema per gli studenti più lontani dalla città, che arriveranno a casa a sera con difficoltà per svolgere i compiti». Il portavoce Pierluigi Luisi (insegnante), osserva che «rischiamo di trovarci ancora in questa situazione a settembre con classi affollate, nessuna stabilizzazione per i precari e trasporti insufficienti».

«In molte superiori – commenta il segretario di Flc Cgil, Pasquale Andreozzi – garantire la presenza del 70 per cento sarà un problema da non sottovalutare: il personale è appena sufficiente per il funzionamento ordinario. Non si può chiedere alla scuola di sopperire col volontarismo l'assenza di reali investimenti. Possibile che in un anno quasi nulla sia cambiato in tema di trasporti, aule, attrezzature e un aumento di personale stabile?».
 

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