Da oggi l’addio ai confini tra regioni, parenti e fidanzati si riabbracciano

Nonni e nipoti, genitori e figli. Nei paesi vicini a Veneto ed Emilia spariscono le barriere tra gli affetti

MANTOVA. Finalmente oggi, lunedì 26 aprile, arriva il tanto atteso via libera per i paesi di confine: niente più divieto di attraversare il confine tra una regione e l’altra. Nonni e nipoti, insomma, sono pronti a riabbracciarsi dopo mesi. Così come persone legate da altro tipo di parentela, amici e quant’altro.

Il Destra Secchia, in particolare, è una lingua di terra incuneata fra due regioni, Veneto ed Emilia Romagna. Per quest’area sono stati mesi di sofferenza. Ci sono famiglie che sono divise da pochi chilometri, distanze ravvicinate che il Covid ha trasformato in una barriera insuperabile.


Poggio Rusco dista una manciata di metri da Tramuschio. Sermide è diviso da Castelmassa, in provincia di Rovigo, soolo dal ponte sul Po. Ma queste brevi distanze con il meccanismo di chiusura delle regioni sono diventate insuperabili.

Con l’arancio rafforzato istituito con il decreto Natale si è accentuata questa divisone che ora torna di nuovo a essere solo un ricordo.

Sono tantissime le famiglie divise da un confine che è diventato tangibile e materiale solo nell’ultimo anno, a causa del Covid. L’emozione e l’attesa è tanta, figli che potranno riabbracciare i genitori, fidanzati che hanno messo in ghiaccio lo spumante ieri sera in attesa di rivedere la ragazza. Oggi per questi paesi di confine sarà un giorno di festa e una liberazione, dopo mesi in cui ci si è privati degli affetti più stretti.

«Lo aspettavamo da mesi, finalmente si potrà tornare a riabbracciare i propri cari – dice Alberto Borsari, sindaco di Borgo Mantovano e presidente del Consorzio Oltrepò – mi sono arrivati molti messaggi commossi di persone che da mesi non vedevano i fratelli o i genitori. La speranza è che non ci siano più in futuro questo tipo di restrizioni che sono state anche inique per i nostri piccoli comuni».

Un primo parziale allentamento c’era stato per i comuni sotto i 5mila abitanti, con la norma che consentiva spostamenti per un raggio di 30 chilometri anche fuori regione. Ma restavano esclusi paesi come Poggio, Sermide, Quistello e Moglia, sopra i 5mila abitanti. Tutti comuni che sono confinanti con l’Emilia o con il Veneto e che vedono famiglie che da sempre vivono in regioni diverse.

In tanti hanno atteso questo momento, la situazione va avanti da mesi, c’era stato un sollievo dopo il primo lockdown dello scorso anno, ma poi con la nuova chiusura delle Regioni il problema si era riacceso. I sindaci si erano fatti promotori del disagio dei cittadini, in prima fila quello di Poggio Rusco, Fabio Zacchi, e avevano scritto al Governo, ma senza ottenere risultati. Oggi è la giornata del ricongiungimento, con la speranza che questa situazione non si verifichi più in futuro. 

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