Contenuto riservato agli abbonati

Patto d’acciaio tra tredici Comuni  contro la discarica di pezzi di auto 

I municipi stringono una alleanza contro l’ipotesi car fluff. Collaborazione e unità di intenti nelle sedi decisionali. Coinvolti i municipi mantovani di San Giorgio Bigarello, Castel D’Ario, Castelbelforte, Roncoferraro e Villimpenta 

SAN GIORGIO BIGARELLO. Tredici Comuni, mantovani e veneti, fanno squadra contro la società che vuole realizzare a Sorgà una discarica di car fluff, ovvero la parte non riciclabile della demolizione di autoveicoli. Per questo arriverà in approvazione nei rispettivi consigli comunali la proposta di un accordo quadro che leghi tutti i 13 enti in un solo soggetto, in grado di farsi valere nelle sedi in cui il progetto di discarica sarà valutato, come anche in sede giudiziaria qualora nascessero contenziosi di tipo legale legati alle autorizzazioni.

La convenzione, della durata di due anni e con capofila Sorgà, impegna gli uffici comunali a collaborare in «un’azione integrata in difesa del territorio», i Comuni a «utilizzare forme di immediata collaborazione e di stretto coordinamento, sia nella fase di informazione alla popolazione che nell’adozione di provvedimenti». Viene anche creata una conferenza dei rappresentanti delle amministrazioni che vigilerà sul rispetto dei patti.


I Comuni protagonisti dell’accordo sono: sul lato mantovano, Castel d’Ario, San Giorgio Bigarello, Castelbelforte, Roncoferraro e Villimpenta; sul lato veronese Sorgà, Erbè, Gazzo Veronese, Nogara, Nogarole Rocca, Concamarise, Isola della Scala e Trevenzuolo.

L’obiettivo, si legge nella proposta di accordo, è «fare fronte comune per l’istruttoria, la valutazione e le conseguenti decisioni, richiedendo il coinvolgimento di tutte le realtà territoriali coinvolte direttamente o anche semplicemente interessate, così da promuovere un approccio sinergico da parte di tutti gli enti...».

La contrarietà al progetto del car fluff, presentato dalla Rottami Metalli Italia spa, è stata manifestata da subito dalle amministrazioni comunali ed è rimasta anche dopo che la stessa società ha rimodulato il progetto, riducendo la superficie complessiva interessata al conferimento dei rifiuti e le durata della discarica.

Per i Comuni «le dimensioni della discarica sono tali da comportare un impatto ambientale non indifferente... in quanto il sito diventerà la destinazione finale di tutto il materiale proveniente dall’intero nord Italia». E questo con «ricadute ambientali devastanti su un territorio» che fonda «la propria economia sull’agricoltura basata principalmente sulla produzione di riso». 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Video del giorno

Bimba di sei anni cade da una giostrina al parco di Porto Mantovano

La guida allo shopping del Gruppo Gedi