A Mantova ripartenza fiacca: pioggia e vento rallentano bar e ristoranti

Ombrelloni e verande non sono sufficienti per richiamare i clienti: «L’importante è aver riaperto, sempre che sia definitivo»

MANTOVA. Come ultima beffa, il meteo. Sembra non esserci pace per ristoratori e baristi, segnati da mesi di restrizioni, chiusure e aperture parziali, e protocolli. Con il ritorno in zona gialla e il via libera al servizio ai tavoli esterni, si sperava in una ripartenza decisa. Ripartenza che la giornata di pioggia di ieri ha in buona parte posticipato ai prossimi giorni.

Mantova in zona gialla, prime cene al ristorante (all'aperto)

Chi si è attrezzato con ombrelloni e verande è riuscito ad accogliere i clienti, ma con il giro d'affari ridotto. Il maltempo, unito alla temperatura non mite, ha fatto cambiare idea a molti. Non è mancato comunque chi si è concesso un caffè al tavolo o un aperitivo. E chi non ha rinunciato alla pausa pranzo, magari fatta con il giubbino. «Non è la partenza che speravamo – commenta Cristina Zovi del bar Italia di piazza Marconi – con una bella giornata penso avremmo fatto il botto. Abbiamo gli ombrelloni e qualcosa abbiamo fatto. Ma a rovinare i piani è stata la pioggia, se fosse stato solo nuvoloso sarebbe stato diverso. Dopo giorni di clima quasi estivo, quasi ce lo aspettavamo. La cosa davvero importante, però, è aver riaperto. Sperando che sia definitivo».


La pioggia ha rovinato i piani di molti esercenti. «Abbiamo fatto quasi solo asporto, ad eccezione di qualche cliente storico che si è seduto al tavolino al mattino – spiega Lidia Ferro del bar Sordello – visto il poco movimento, abbiamo chiuso a metà pomeriggio e non in serata come avevamo preventivato. Con il sole e il plateatico abbiamo sempre lavorato, speriamo riparta il turismo. E che non ci venga fatto pagare il canone di occupazione del suolo pubblico anche nei prossimi mesi. Noi cerchiamo di andare incontro ai clienti non facendo pagare il servizio al tavolo».

La pioggia, che ha iniziato a cadere proprio all'ora di pranzo, è suonata come una beffa.

«Alla Locanda delle Grazie – spiega il titolare Nicola Reggiani – abbiamo un giardino esterno con gazebo a pareti mobili e lampade riscaldanti. Abbiamo fatto una ventina di coperti. Al Mangiadischi siamo attivi con l'asporto, ma i tavoli esterni sono a disposizione. Appena smette di piovere, li asciughiamo».

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