Otto euro in meno ai figli: padre assolto al processo

L'uomo era stato rinviato a giudizio anche per un ritardo di tre giorni sul pagamento dell’assegno mensile dovuto alla ex moglie per il mantenimento dei due minori

GONZAGA. È stato indagato, rinviato a giudizio e processato per un ritardo di tre giorni sul pagamento dell’assegno mensile dovuto alla ex moglie per il mantenimento dei due figli minori. Il pubblico ministero, a quanto pare, e il giudice per le indagini preliminari, hanno ritenuto grave la violazione degli obblighi di natura economica imposti a suo tempo nell’ambito della separazione consensuale, ma ieri mattina il giudice Perolio, dopo aver ascoltato le diverse testimonianze ha assolto l’imputato, un 47enne di Suzzara, perché il fatto non sussiste.

L’avvocato della ex moglie, che si era costituita parte civile, aveva avanzato una richiesta di risarcimento per il mancato incasso anche di otto euro, del mese precedente la denuncia. Un risarcimento per il danno extra patrimoniale causato dal reato e stimato per il valore di 1 euro.


La vicenda giudiziaria, piuttosto insolita, risale al 15 febbraio 2019. A seguito degli accordi stipulati con la separazione l’uomo deve sborsare, per il mantenimento dei due figli minori, 450 euro, ogni 15 del mese. Ma quel mese non rispetta la scadenza. E la ex moglie, senza perdere tempo, si reca dai carabinieri in caserma a Gonzaga e lo denuncia. Il 16 febbraio 2019 è un sabato e l’ex marito effettua il bonifico il 17 che è domenica. La moglie il 19 non vede sul suo conto i soldi, torna di nuovo dai carabinieri e integra la denuncia. Il giorno il denaro è sul suo conto. Ma ormai è troppo tardi, la querela sta già seguendo il suo iter che porterà l’uomo, difeso dall’avvocato Monica Busi, a processo. Nel corso dell’udienza filtro tenutasi il 20 settembre scorso, la donna si costituisce parte civile mettendo tra le richieste gli 8,80 euro che l’ex marito non aveva versato il mese precedente. Il verdetto, come già accennato è di assoluzione ed era un processo, che stante la sentenza del giudice (il fatto non sussiste) forse era evitabile.




 

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