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Scattano gli aumenti dell’acqua: per 4 anni bollette sempre più care nel Mantovano 

Giovedì 29 aprile l'approvazione defintiva in consiglio provinciale. Via libera della conferenza dei sindaci

MANTOVA. L’acqua da bere e con cui lavarsi, oltre a quella per la depurazione, diventa più cara. Approdano, infatti, in consiglio provinciale giovedì 29 aprile  (ore 16) per l’ok definitivo le nuove tariffe per il servizio idrico integrato proposte all’azienda speciale d’ambito dai vari gestori per i quattro anni che vanno dal 2020 al 2023. Tariffe che hanno già avuto il via libera della conferenza dei sindaci.

Per due gestori (Aqa e Ireti) si tratta di aumenti, mentre per il terzo (Aimag) di tariffe invariate per i primi due anni. Restano da fissare quelle di Sicam, il gestore del servizio idrico integrato nell’Alto mantovano (escluso Castiglione della Stiviere): la sua proposta dovrebbe arrivare a giorni.


Per quanto riguarda Aqa, il nuovo gestore nato dalla fusione tra Aqa Mantova e Tea acque che fornisce il servizio in 40 Comuni, gli aumenti, sempre rispetto all’anno precedente, sono i seguenti: 4,1% nel 2020, 2,1% nel 2021, 3,6% nel 2022 e 2,8% nel 2023. La spesa media per una famiglia media di tre persone che consuma 150 metri cubi di acqua sarà di 252,25 euro nel 2020 (adesso si pagano 242,32 euro: i conguagli potrebbero scattare per tutti clienti dei gestori già con la prossima bolletta in estate), 257,58 nel 2021, 266,78 nel 2022 e 274,30 nel 2023. In 4 anni previsti investimenti per 86 milioni 670mila euro, di cui 28.333482 per gli acquedotti, 9.504.892 per le fognature e 32.686.917 per la depurazione.

Aimag prevede tariffe invariate per il 2020 e il 2021 e un aumento dello 0,5% all’anno nel 2022 e nel 2023. Si parte, però, da una base tariffaria che per gli utenti residenti nel sette Comuni della bassa è la più alta della provincia: una famiglia media nel 2020 e nel 2021 spenderà 320,49 all’anno, mentre nel 2022 322,09 euro e 323,69 nel 2023. Per i prossimi quattro anni Aimag ha previsto investimenti per 1 milione 480mila euro (nel 2025 scadrà la concessione), per la maggior parte per acquedotti e fognature.

Ireti, infine, ha previsto aumenti solo per i primi due anni dato che poi, il 24 maggio di quest’anno, scadrà la concessione e confluirà in Aqa. Nel 2020 le tariffe aumenteranno del 4,7% rispetto all’anno precedente e quest’anno del 5,2%. La famiglia tipo spenderà, così, 337,85 euro nel 2020 (da 322,68 euro) e 355,42 euro nel 2021. Vista l’imminente scadenza della concessione, la società investirà il minimo, e cioè appena 353mila euro per altre attività idriche che non sono acquedotti, fognature e depurazione. Da notare che i Comuni di Viadana e Gazzuolo, gli unici serviti da Ireti, nel corso della conferenza dei sindaci si sono opposti all’aumento tariffario.

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