Potenziato l'ospedale di Asola. I sindaci: «Ma la crescita va sostenuta»

Arrivano due medici e nuovi apparecchi, però sui lavori è ancora stallo. Il Comitato mobilita 26 Comuni

ASOLA. L’ospedale di Asola, potenzia la dotazione di medici e di apparecchiature. Ma i lavori di riqualificazione, necessari a dare garanzie per il futuro, sono al palo. Per questo, nella fase di passaggio dall’emergenza Covid al ritorno a un'auspicata normalità, il territorio chiede ad Asst e Regione di confermare gli impegni presi, ribadendo la centralità di una struttura ospedaliera strategica per un territorio cerniera fra tre province.

Il documento, predisposto dal Comitato per lo sviluppo delle attività dell’Ospedale di Asola, è stato diffuso fra i 26 Comuni (12 mantovani, 7 Bresciani e 7 Cremonesi) che costituiscono il bacino di utenza della struttura. Una volta approvato nei consigli comunali sarà inviato al direttore dell’Asst, Raffaello Stradoni, e all’assessore al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti.


Il documento ricorda innanzitutto la caratteristica del nosocomio come “ospedale di base”, dotato quindi di pronto soccorso e servizi per fra fronte alle richieste del bacino di riferimento, lasciando le alte specialità alle strutture provinciali o regionali.

Si chiede pertanto una garanzia sul mantenimento e lo sviluppo. In particolare con il rilancio delle attività chirurgiche di base (chirurgia generale, ortopedica, oculistica, otorinolaringoiatrica) secondo le moderne tendenze del week hospital, cioè aperte 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì. Quindi il potenziamento dei posti letto in Medicina, oggi insufficiente rispetto alle realtà del territorio; il completamento dell’offerta psichiatrica con la creazione dei posti letto di degenza della neuropsichiatria infantile, e, infine, il consolidamento del pronto soccorso, che già oggi eroga 135mila prestazioni anno. Il tutto assieme all’investimento tecnologico in servizi.

Una prima risposta viene dai programmi che già oggi prevedono l’arrivo il prossimo mese di un medico per il reparto di medicina e i contatti per un “intensivista” (specialista utilizzabile al pronto soccorso, anestesia e 118). Sarà infine acquistato un nuovo apparecchio digitale per la Radiologia tradizionale. Impegni che si assommano a vaccinazioni e tamponi che oggi vengono fatti e alla trentina di letti Covid nell’ospedale. Man mano che la pandemia calerà si potranno riaprire i reparti oggi chiusi, come la Pediatria.

Punto caldo resta l’annosa questione dei lavori avviati nel 2010 e non ancora conclusi. L’ultima trancheda 5,5 milioni è ancora fermo da 6 anni, mentre l’adeguamento del reparto di Medicina è slittato per tenere i reparti a disposizione del contrasto alla pandemia. Per questo sindaci e Comitato chiedono ad Asst e Regione tempi certi e impegni sottoscritti. Attraverso un tavolo istituzionale chiesto a Stradoni e Moratti.

Video del giorno

Inaugurata a Melara la ruota panoramica alta 50 metri

La guida allo shopping del Gruppo Gedi