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Morto dopo il vaccino a Mantova, a breve la risposta

A metà maggio l’esito dell’autopsia sul corpo del maresciallo dei carabinieri. L’avvocato: pronti a chiedere i danni ad AstraZeneca

MANTOVA. A metà maggio dovrebbero essere resi noti i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo di PietroTaurino, il maresciallo dei carabinieri in servizio al comando provinciale di via Chiassi, colpito da trombosi cerebrale e poi deceduto nonostante l’intervento d’urgenza praticato dai sanitari dell’ospedale Carlo Poma.

Il militare, cinquant’anni, anni, sposato e con figli, aveva ricevuto il vaccino AstraZeneca – come tutti i suoi colleghi – ai primi di marzo, undici giorni prima di essere ricoverato in gravissime condizioni. Era finito in terapia intensiva in preda a un forte mal di testa, sintomo di una fatale emorragia cerebrale.


La Procura di Mantova, come noto, ha disposto l’autopsia e aperto un’inchiesta per stabilire le cause della morte e verificare se esista un qualsiasi collegamento tra il decesso e la somministrazione del vaccino AstraZeneca, attualmente sospeso in vari Paesi europei, per fare luce su eventuali eventi avversi.

Titolari dell’indagine, per ora aperta nei confronti di ignoti, il procuratore Manuela Fasolato e il sostituto procuratore Giulio Tamburini. Le ipotesi di reato sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

Gli investigatori hanno nominato tre consulenti che hanno presenziato all’autopsia. Si tratta di Giancarlo Icardi, professore ordinario di igiene al policlinico San Martino di Genova, il dottor Claudio Rago, specialista in medicina legale e psiscopatologia forense di Milano e infine il professor Paolo Simioni, professore ordinario di medicina interna dell’università di Padova.

La famiglia del militare deceduto, rappresentata dall’avvocato Massimo Bellini del foro di Lecce, ha a sua volta nominato altri due consulenti tecnici. Per l’avvocato della famiglia l’intuizione importante che ha avuto la Procura di via Poma è stata quella di disporre prelievi ematici prima e dopo il decesso. Le eventuali differenze tra i due esami potrebbero fare luce sull’evoluzione della malattia e quindi anche sulle cause della morte.

Se ci fosse una correlazione tra il vaccino AstraZeneca e l’insorgere della trombosi che ha ucciso il maresciallo, la famiglia è pronta a chiedere il risarcimento del danno: la moglie, la figlia e i genitori del militare.

A livello europeo alcune Procure stanno procedendo in modo unitario per arrivare a capire se il farmaco, peraltro messo al bando da alcuni Paesi, possa avere una qualche connessione con l’insorgenza della grave patologia che in Italia avrebbe registrato altri casi analoghi.

È risaputo che i lotti sequestrati sono sei e che di uno di questi faceva parte il vaccino inoculato al carabiniere di Mantova. Cos’hanno deciso di fare le Procure europee? Hanno scelto a caso altri due lotti al fine di accertare se esistano delle differenze tra questi e quelli ritirati dal mercato. «Il maresciallo Pietro Taurino – commenta l’avvocato della famiglia – non aveva patologie pregresse è sempre stato in ottima forma e in piena salute; anche i tamponi ai quali si era sottoposto, in quanto carabiniere, avevano sempre dato esito negativo. Il dubbio non può non esserci».

 

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