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Scuole a rischio, i sindaci chiedono la deroga sui numeri

Lettera inviata a Fontana e al ministero: «Per noi sono un servizio essenziale». A Felonica una manifestazione con striscioni realizzati dagli alunni

MANTOVA. I sindaci del Destra Secchia scrivono al presidente della Regione Attilio Fontana e al ministero per l’allarme sulle scuole: «L’obiettivo è la deroga del numero minimo per formare le classi nell’anno 2021-22». A rischio c’è la formazione di 4 prime elementari che hanno numeri molto lontani da quello minimo necessario di 15 studenti. I plessi in questione sono Magnacavallo, Felonica, Quingentole e Serravalle a Po, ma anche nelle altre scuole dei piccoli paesi dell’area i numeri non sono rassicuranti.

In prima fila c’è la comunità di Felonica che ieri mattina si è riunita in una piccola manifestazione per chiedere di salvaguardare le piccole scuole. Sono stati esposti striscioni realizzati dai bimbi e accanto al vicesindaco AnnaLisa Bazzi e ai genitori c’era il presidente del Consorzio Oltrepò mantovano, Alberto Borsari. L’obiettivo è quello di muoversi in sinergia per ottenere una deroga. «Le nostre scuole sono un simbolo – dice Bazzi – si tratta di ottenere un riconoscimento per un territorio che sta affrontando un momento molto difficile».


I sindaci hanno scritto una lettera che è stata consegnata al presidente di Regione Fontana, durante la sua visita al centro vaccinale di Mantova, indirizzata anche a Maria Grazia Sassi della commissione istruzione del ministero e rappresentante nazionale di Anci. «Il nostro territorio è prettamente rurale e frammentato in tanti piccoli Comuni, ormai da decenni caratterizzato da un basso tasso di natalità – scrivono gli amministratori delineando il contesto in cui maturano le loro istanze – con conseguente invecchiamento della popolazione, a peggiorare la situazione influisce la posizione periferica, essendo l’Oltrepò l’estrema punta della Lombardia, incuneata tra Emilia e Veneto. Una situazione ormai al limite della che ci ha indotto a chiedere il riconoscimento di area interna. I nostri Comuni hanno scuole piccole ma razionali e, in molti casi, recentemente ristrutturate dopo il terremoto del 2012. Ma da alcuni anni si vive l’estrema difficoltà a raggiungere il numero minimo di iscritti per formare una classe e questo provoca ulteriore incertezza sul futuro e sconcerto nelle famiglie. Un esempio per tutti è la scuola di Felonica che ospita 5 classi con due pluriclassi ed è stata in grado lo scorso anno di accogliere 7 bambini da Comuni limitrofi, in assoluta sicurezza e nel rispetto delle distanze e delle misure imposte dalla pandemia. Un esempio virtuoso reso possibile dal sostegno dell’amministrazione e della dirigenza dell’istituto comprensivo, ma che potrebbe essere vanificato dalla norma vigente. La sopravvivenza delle nostre comunità dipende in larga misura dal mantenimento di alcuni servizi essenziali e la scuola è una di questi. Per questo siamo a chiedere il vostro coinvolgimento nella ricerca di una soluzione per derogare alla norma e consentirci, almeno per il prossimo futuro, di mantenere in vita le nostre piccole, ma eccellenti, scuole di paese».


 

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