Pasticcieri divisi: anche Antoniazzi dà le dimissioni dall’Accademia

Il professionista mantovano segue l’esempio di Massari. «Ma lo facciamo per aprire un dibattito e andare al voto»

MANTOVA. Acque agitate nell’Accademia dei maestri pasticcieri italiani (Ampi): l’associazione fondata nel 1993 da Iginio Massari, che nel tempo ha accolto alcuni dei più prestigiosi operatori del settore in Italia, tra i quali il mantovano Marco Antoniazzi, rischia di subire una frattura che potrebbe portare anche a una scissione.

Di certo, la crescente esposizione mediatica dei principali attori del settore può avere in qualche modo creato protagonismi e conseguenti rivalità e dissapori. Da una parte il bresciano Massari, presidente onorario e personaggio televisivo inconfondibile, e il presidente bolognese Gino Fabbri, entrambi dimissionari dopo le contestazioni dell’altro gruppo di operatori, alcuni dei quali in passato non avrebbero brillato per presenza agli aventi. Già si parla di un nuovo presidente: avrebbe dato la propria disponibilità Salvatore De Riso, salernitano di Minori, proponendosi come uomo di mediazione. De Riso, peraltro, è anche associato all’Accademia Maestri del lievito madre, gruppo la cui nascita, nel 2020, in un certo modo era stata vista come un primo segnale di scarsa unità nell’ambito del settore.


E Antoniazzi come si pone in questa diatriba? «Proprio questa mattina (ieri per chi legge ndr) ho presentato le dimissioni» annuncia il pasticciere di Bagnolo San Vito, alla guida di un gruppo che ha punti vendita anche a Mantova (Caffè Borsa), Bologna (Caffè Zanarini), Milano (La Rinascente). E subito arriva il chiarimento: «Sono dimissioni propositive, perché, nel momento in cui si dovesse arrivare a un certo numero di dimissionari, si dovrebbe andare a elezioni e quindi si arriverebbe a un momento di dibattito che in questo momento risulterebbe utile, rimettendo la palla al centro. Perché comunque, anche se dimissionari, fino alla fine dell’anno saremo associati».

Si spiega così anche il motivo del segnale lanciato in un’intervista al Corriere della Sera da parte di un amareggiato Massari, che ha ventilato l’ipotesi di fondare a gennaio una nuova associazione con 30 amici, ma aperta anche ad altri. Una rottura definitiva? «L’Ampi è un’associazione prestigiosa, riconosciuta anche all’estero – sottolinea Antoniazzi – ha contribuito a portare la pasticceria italiana a livelli altissimi. Io sono associato da cinque anni, è sempre stato un piacere frequentarla. Non voglio pensare che una così lunga storia debba finire solo per alcuni episodi sgradevoli che hanno diviso gli animi. Non bisogna focalizzarsi sugli elementi negativi, quelli positivi prevalgono e bisogna avere la forza di superare le avversità. Sono un pasticciere e credo nella pasticceria, non sono un politico. Ho amici in entrambi gli schieramenti». 


 

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