Tutti in aula per la lezione: il Redentore di Mantova brucia le tappe

La classe di un istituto superiore all'inizio dell'anno scolastico

Nell’istituto superiore paritario è scattato il rientro del 100% degli studenti. La preside Aldrigo: «Abbiamo gli spazi adeguati per garantire la sicurezza».  Solo due classi hanno più di venti ragazzi: gli iscritti sono 200

MANTOVA. Tutti in aula e tanti saluti alla didattica a di stanza. C’è una scuola superiore di città dove dallo scorso 26 aprile gli studenti hanno ricominciato a frequentare le lezioni in classe tutti insieme. Al 100% delle presenze. La scuola è la paritaria Redentore di via Giulio Romano che, all’uscita del decreto governativo, ha deciso di applicare del tutto ciò che viene consentito per le zone gialle: il 70% dei ragazzi in presenza come minimo, ma nessun limite verso l’alto. «Ci siamo organizzati per garantire il distanziamento previsto dalle norme anticovid all’i nterno delle aule – spiega la preside, Chiara Aldrigo – per farlo abbiamo trasferito in questo periodo le scuole medie de nostro istituto al Seminario. In questo modo abbiamo svuotato alcuni spazi e questo ci ha dato maggior libertà di movimento. Va detto che nei nostri indirizzi di studio delle superiori, abbiamo circa 200 iscritti e soltanto due classi con più di 20 studenti. Solo il 10% dei ragazzi, inoltre, utilizza il trasporto pubblico per venire a scuola. In altre parole, sussistevano tutte le condizioni per riprendere le lezioni al 100% in presenza».



Il Redentore rappresenta in questo momento un’eccezione. Le superiori statali stanno applicando dal giorno del passaggio in zona gialla il doppio turno d’ingresso nel capoluogo e una frequenza limitata al 70% degli studenti (il restante 30%, naturalmente, segue con la didattica a distanza). A condizionare questa scelta, decisa dal tavolo prefettizio, è stato in particolare il limite del numero di viaggiatori ancora vigente nei mezzi del trasporto pubblico: il 50% della capienza. Stiamo comunque parlando di scuole che hanno in media attorno al migliaio di studenti, con almeno una, il Fermi, a quota 1.800 e rotti.

«Quando eravamo in zona rossa, abbiamo naturalmente applicato la didattica a distanza al 100% dei nostri ragazzi come d’altronde previsto dalla normativa – riferisce Aldrigo – come pure abbiamo anche noi applicato la presenza al 50%. Ma ora che la legge consente di arrivare al 100% e noi possiamo farlo garantendo il rispetto delle norme di sicurezza anti Covid, non c’era motivo per rinunciare».



La Dad sopravvive: viene utilizzata, ad esempio, per gli studenti in quarantena. Un evento che per un semplice calcolo delle probabilità può avvenire. «In base a quanto visto in questo lungo anno – dice Aldrigo – la scuola non rappresenta un luogo di contagio. E parlo della scuola in generale. In questo momento non abbiamo ragazzi in isolamento, ma come tutti li abbiamo avuti. Nessun focolaio , però. Abbiamo la fortuna di avere quattro punti di accesso e uscita e li sfruttiamo per evitare assembramenti. E tutto il personale è vaccinato».
 

Video del giorno

La rissa di sabato sera in un bar di piazza Broletto a Mantova e il fuggi fuggi generale

La guida allo shopping del Gruppo Gedi