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Scatolificio promosso da Zago a Castelbelforte, altolà dei sindacati emiliani

La Cgil: «Se Pro Gest chiude l’azienda a Maranello ricollochi gli operai nei dintorni». Prime aperture a Bologna nel vertice in Regione

CASTELBELFORTE. Fumata grigia a Bologna ieri 5 maggio 2021 per il vertice convocato dalla Regione Emilia Romagna sul caso della Ondulati Maranello, l’azienda del gruppo veneto Pro-Gest (famiglia Zago) legata alla nascita di una identica azienda a Castelbelforte. Nel vertice si sarebbero registrare prime aperture del gruppo Zago al mantenimento degli occupati in Emilia nonostante nell’autunno scorso sia stata ufficializzata la vendita dei capannoni della Ondulati alla azienda vicina, la Ferrari spa. Una cessione subito parsa strana ai sindacati perché avvenuta senza avere un’area dove potersi insediare.

Contemporaneamente però a Castelbelforte in un’area produttiva di 90mila metri quadri una immobiliare veronese ha presentato un progetto per edificare un capannone destinato a magazzino. Le voci, confermate dal sindaco Massimiliano Gazzani, parlavano di un impegno diretto del gruppo Zago e dell’intenzione di edificare alla fine uno stabilimento dedicato alla produzione da un lato di scatole di cartone, dall’altro di pannelli coibentanti per l’edilizia. Lo stesso amministratore del gruppo veneto, Francesco Zago, non ha smentito l’ipotesi della destinazione produttiva. La conferma ufficiale è venuta dalla presentazione a Castelbelforte di una richiesta in tal senso da parte della Ondulati Maranello, dove oggi lavorano 70 dei 110 dipendenti di sei mesi fa. «Abbiamo detto a Zago - dicono i vertici Slc Cgil e le istituzioni locali - che a Castelbelforte può fare quello che vuole, ma che se chiude Maranello, trovi una ricollocazione locale per i dipendenti. Abbiamo stabilito una serie di impegni. Vedremo se saranno rispettati».

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