Stagionali in agricoltura, l’Ats di Mantova verso la mobilitazione

È previsto l’arrivo di quattromila lavoratori e scattano i procedimenti di vigilanza. Righi: «Auspichiamo che le aziende adottino subito i protocolli di sicurezza»

MANTOVA. Stagione di semina e poi di raccolto alle porte: il settore agricolo si prepara ad accogliere, come tutti gli anni, robusti flussi di lavoratori stagionali. Si stima che ogni anno ne arrivino circa 4mila. Già nelle prossime settimane si dovranno raccogliere meloni e angurie nelle serre. Più avanti, sarà la volta dei pomodori. In tempi di pandemia, questi grossi spostamenti di manodopera devono essere tenuti sotto vigilanza per evitare la formazione di focolai. Per questo Ats Valpadana si sta già mobilitando.

«Auspichiamo che le aziende agricole adottino subito i protocolli di sicurezza che comportano ad esempio, il controllo con tamponi di tutti i lavoratori stagionali assunti», spiega Alberto Righi, responsabile del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Ats Valpadana. Righi si occupa da un anno dei controlli nei luoghi di lavoro di tutta la provincia. E ricorda bene i problemi registrati l’anno scorso nel settore agricolo e in quello della trasformazione delle carni (i macelli). Rispetto ad allora, però, c’è una maggior consapevolezza sugli strumenti da adottare per prevenire concretamente la formazione di focolai Covid.


«Nei macelli, ad esempio, il quadro è migliorato decisamente – spiega – In generale notiamo che il quadro che oggi si presenta nel mondo produttivo è caratterizzato da una crescita di focolai anche nelle piccole aziende. Probabilmente l’ambiente dove avviene il contagio è quello familiare. Il settore che non registra focolai è quello del commercio. Ovviamente questo dipende anche dal fatto che, purtroppo, è un settore che ha visto lunghi periodi di sospensione delle attività. Ma uno dei motivi è anche dovuto al fatto che i negozi hanno pochi dipendenti e questo permette una minor probabilità di contagi».

Tornando all’agricoltura, Ats si raccomanda con le aziende. «Sarà importante ripetere settimanalmente il tampone tra i lavoratori stagionali, per ridurre la probabilità che eventuali asintomatici inneschino inconsapevolmente dei focolai – spiega Righi – e mi sento di rinnovare l’invito ai Comuni di intensificare i controlli affinché parte di questi lavoratori stagionali non si sistemino in case e cascine abbandonate creando assembramenti in condizioni igieniche precarie».

«Abbiamo sempre raccomandato alle imprese agricole di rispettare il protocollo di sicurezza anti Covid-19 – dice il presidente di Coldiretti, Paolo Carra – come organizzazione sindacale confermiamo la volontà di collaborare con Ats.È un momento in cui è richiesta a tutti particolare attenzione, anche lontano dai luoghi di lavoro, per sconfiggere la pandemia».

«La sicurezza e il rispetto delle norme Covid all'interno delle aziende agricole è un aspetto prioritario per noi – dice il direttore di Confagricoltura, Daniele Sfulcini – Già da tempo abbiamo fornito a tutte le realtà a noi associate un vademecum con tutte le normative da rispettare per poter lavorare in piena sicurezza».
 

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