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Mantova, l'onda rossa Corneliani al presidio per Luana: «Basta morti di lavoro»

Il messaggio della fabbrica portato a Prato da un’operaia: «Non siete soli a combattere perché non accada mai più»  

MANTOVA. «Sono qui per dirvi che non siete soli a combattere per un posto di lavoro sicuro, perché con la vostra lotta, la nostra lotta, dobbiamo fare in modo che non ci sia più nessun lavoratore che abbia lo stesso destino di Luana e Sabri». Si chiude così il messaggio delle lavoratrici della Corneliani e della Filctem Cgil di Mantova che l’operaia Elena Soccornini porta oggi 7 maggio a Prato dove a nome di tutte le colleghe e i colleghi della casa di moda partecipa allo sciopero e al presidio proclamato da Cgil, Cisl e Uil dopo la morte della 22enne Luana d’Orazio, stritolata da un macchinario nell’azienda tessile di Oste di Montemurlo dove era stata assunta con un contratto da apprendista.

Morte sul lavoro e di lavoro senza sicurezza come quella di Sabri Jaballah, 23 anni, schiacciato il 2 febbraio da una pressa che stava pulendo in un’altra ditta tessile toscana, anche lui apprendista. Come quella di Christian Martinelli, 49 anni, operaio metalmeccanico, schiacciato mercoledì da un tornio a Busto Arsizio. Come quella di Maurizio Gritti, operaio edile di 47 anni, sepolto ieri mattina da una lastra di cemento in un cantiere edile della Bergamasca. O come quella sfiorata dall’operaia di 33 anni rimasta impigliata mercoledì per i capelli nel macchinario di un calzaturificio ad Asolo (Treviso). Uno stillicidio continuo e silenzioso che in Italia ha contato più di tre vittime al giorno nel 2020,185 nei primi mesi del 2021, di cui 27 solo in Lombardia.

È per dire basta a tutto questo che l’onda rossa ha voluto essere presente a Prato con Elena, con le sue parole: «Quando ho sentito cosa era accaduto qui ho pensato a tutti i visi delle mie colleghe, alle mie due figlie, che sono più o meno coetanee della vostra collega Luana, a sua madre, che compie gli anni quasi il mio stesso giorno e potrei essere io. Non so quante mie colleghe si chiamino Luana. Sicuramente ce ne sarà qualcuna, siamo talmente tante...In questi mesi di lotte, io e le mie colleghe abbiamo sperimentato quanto sia vera la frase “Nessuno si salva da solo”. Per questo sono qui a manifestare con voi e vi porto il saluto e le condoglianze da parte di tutte le maestranze della mia azienda e della Filctem Cgil di Mantova». Perché lottare per il lavoro oggi significa ancora anche questo: lottare per un lavoro sicuro.


 

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