In carcere dal novembre scorso ma non era un tentato omicidio

Ostiglia. La ferita inferta con un’arma mai ritrovata non poteva provocare la morte. L’aggressore condannato a un anno e otto mesi e poi rimesso in libertà

OSTIGLIA. In carcere dal novembre scorso per tentato omicidio, ieri pomeriggio (6 maggio) è stato rimesso in libertà perché la ferita che aveva inferto al connazionale con un’arma mai ritrovata, forse un coltello o forse un bicchiere, non poteva provocare la morte. Il reato è stato quindi derubricato in lesioni gravi e l’uomo, Houari Khenaoui, un algerino di 28 anni, residente in provincia di Vicenza, è stato condannato a un anno e otto mesi. I giudici gli hanno anche revocato la misura cautelare e quindi, come già accennato, è tornato libero. Il processo ha vissuto dei momenti curiosi come quando l’algerino, contraddicendo il suo avvocato, ha voluto testimoniare ad ogni costo. Con l’aiuto di un’interprete ha raccontato quanto accaduto ad Ostiglia il 15 novembre scorso. Quel giorno, tornando in treno da Verona avrebbe incontrato in stazione un gruppo di marocchini.

E, a quanto pare, da subito ci sarebbero stati momenti di tensione. Si sono ritrovati qualche ora più tardi davanti al parcheggio del supermercato Lidl e «lì - ha raccontato l’algerino - uno di loro che conoscevo bene perché era il proprietario dell’appartamento dove da due mesi ero ospite, mi ha picchiato. Mi sono alzato e sono scappato nell’appartamento di chi mi ha ospitato e picchiato, ma lì sono stato raggiunto da altre sette persone che mi hanno circondato. A quel punto mi sono difeso.» E difendendosi aveva ferito alla testa il padrone di casa in via Vittorio Veneto. L’allarme era scattato alle 20.30, quando i vicini avevano chiamato i carabinieri raccontando di grida e rumori di oggetti rotti provenienti dall’alloggio.

Quando i militari sono arrivati, da Gonzaga e dalla caserma di Borgo Mantovano, hanno trovato nell’appartamento tre giovani di origine marocchina, uno dei quali era steso a terra con una ferita alla testa. Da quello che era stato possibile ricostruire, il gruppo, che non viveva stabilmente a Ostiglia ma che ogni tanto vi soggiornava, forse per aver esagerato con l’alcol, aveva cominciato a litigare, per futili motivi. La lite aveva assunto toni molto violenti, fino a quando il 28enne, impadronitosi di un corpo contundente, aveva ferito alla testa il padrone di casa. Ferite che, secondo il pm, potevano causare la morte. Da qui l’arresto per tentato omicidio.

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