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«A Mantova ancora puzze dalla cartiera»: via alla campagna di monitoraggio

Sopralluoghi di Arpa e polizia locale dopo diverse segnalazioni. Pro-Gest collabora con i quartieri di Cittadella e Colle Aperto e studia interventi rapidi. L'idea: barriere anti-odori attorno alle vasche

MANTOVA. Naso tappato dei residenti, mano tesa dell’azienda. Mentre il Comune vigila e media. A Cittadella e Colle Aperto va in onda un film già visto, ma, a questa replica, la disponibilità di Pro-Gest è piena. «Desideriamo collaborare con l’ente per dare risposta alla cittadinanza con azioni concrete di mitigazione e controllo, soprattutto in previsione della stagione estiva» assicurano dalla cartiera.

E non solo a parole: «Abbiamo già coinvolto alcune aziende operanti nel settore del trattamento delle emissioni odorigene per individuare il sistema di mitigazione più rapido». Sì, il problema è quello solito delle puzze, l’odore acre che aggredisce i sensi e comanda la chiusura delle finestre.

Problema segnalato nelle scorse settimane da numerosi residenti, tanto da innescare sopralluoghi e accertamenti da parte di polizia locale e Arpa. Mentre l’azienda ha già realizzato due campagne per misurare gli odori e individuarne la fonte, ma senza approdare a risposte certe, difficile con la produzione ancora intermittente.

Anche se gli indizi sembrano puntare alle vasche del depuratore e alla facciata nord dello stabilimento. Intanto continua il confronto con il Comune (che ha convocato un tavolo), la Provincia e l’Ats: l’imperativo è fare in fretta, liberare le narici e dissolvere le preoccupazioni prima che divampi il caldo, apportando eventuali correttivi quando il quadro sarà più definito.

In fuga dal bosco

Tra le varie segnalazioni, quella di una coppia di professionisti. «È da circa un mese che si sente un odore micidiale – racconta lei – se dovessi descriverlo? Come di zolfo, molto acre. Non volevamo additare sempre e solo la cartiera, ma il primo maggio siamo andati a fare una passeggiata nel parco periurbano e, avvicinandoci allo stabilimento, abbiamo avuto la conferma che la puzza arrivava da lì». Morale, i due hanno inviato un’email ad Arpa.

La risposta è stata rapida: l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha riferito di essere a conoscenza del problema, lamentato attraverso numerose segnalazioni, «con conseguente attivazione della polizia locale e di Arpa, che hanno eseguito sopralluoghi e accertamenti sia nelle zone indicate che all’interno dell’azienda».

In coda all’email, un suggerimento che ha increspato la perplessità della coppia in un sorriso amaro: «Per le vostre eventuali segnalazioni è opportuno contattare telefonicamente, nell’immediatezza del fenomeno, la polizia locale che valuterà, sulla base della tipologia, intensità e persistenza della molestia, se attivare anche i tecnici reperibili di Arpa».

Le emissioni

Sopralluoghi e accertamenti, quindi. «Ma che esito hanno avuto?» si domanda la coppia di Cittadella. Già, cosa è emerso? E cos’ha da dire Pro-Gest? «La cartiera si è già adoperata per contestualizzare, qualificare e quantificare il proprio scenario emissivo attraverso diverse campagne di misura degli odori» informa l’azienda.

Sollievo. E quindi? «Le risultanze analitiche delle campagne effettuate, seppur di essenziale importanza, evidenziano ancora forti incertezze nella determinazione del valore di concentrazione di odore ascrivibile ai singoli punti di misura campionati».

A ostacolare la misurazione, «il regime discontinuo della produzione allo stato dell’arte, nonché l’assenza di un assetto costante dell’attività produttiva e l’impiego di materie prime di diversa tipologia». E pure «la fisiologica incertezza della misura olfattometrica, frutto di una valutazione sensoriale che, per quanto normata e standardizzata, oscilla tra il 20-30% del valore misurato».

Terza campagna odori

Insomma, la variabilità dei dati suggerisce una terza campagna di monitoraggio nel mese di maggio, e, in prospettiva, di ulteriori verifiche per l’area del depuratore nel periodo più caldo. Tutto questo per intervenire dove serve, con soluzioni efficaci.

E nel frattempo? La cartiera promette di adottare in tempi brevi un sistema di mitigazione provvisorio (giovedì scorso sono stati effettuati alcuni test) e sta valutando di installare delle barriere per l’abbattimento degli odori vicino alle vasche del depuratore, che presto saranno dotate anche di miscelatori. La lotta alle puzze è ben avviata.

IL COMUNE: PROBLEMA DA RISOLVERE, GIÀ CONVOCATO UN TAVOLO

«Dall’inizio dell’anno abbiamo ricevuto una ventina di segnalazioni di odori nei pressi della cartiera, che hanno comportato interventi della polizia locale e Arpa – conferma l’assessore all’ambiente Andrea Murari – le verifiche sono sempre state costanti e puntuali».

E non appena Arpa «ha comunicato la riconducibilità di alcune matrici odorigene alle attività della cartiera, abbiamo convocato Pro-Gest e gli enti competenti per un confronto».

Il Comune ha quindi «istituito formalmente il tavolo tra società ed enti finalizzato al contenimento delle molestie olfattive – ricostruisce Murari – secondo quanto previsto dalla norma, e chiedendo alla società di adottare misure di contenimento degli odori, senza attendere la messa a regime, come previsto dalle autorizzazioni vigenti. La società ha precisato che sta già effettuando volontariamente attività di monitoraggio, propedeutica al predisposizione di misure di contenimento. Il Comune ha insistito sulla necessità di individuare in tempi brevi soluzioni che contengano il disagio per la cittadinanza»

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