Centrale, il Comune è per il sì: «Ma con controlli continui»

La valutazione dell’esperto evidenzia un calo delle emissioni con l’ampliamento. Chiesti monitoraggi dell’aria e bonifiche, se necessarie, a Borgo San Giovanni

OSTIGLIA. Il Comune di Ostiglia ha inviato le sue osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione d’impatto ambientale statale al progetto di ampliamento della centrale, chiedendo un monitoraggio continuo di emissioni e di impatti sull’ambiente, da concordare prima dell’autorizzazione al progetto. Il consulente tecnico nominato dall’amministrazione, l’ingegner Alberto Bassi, ha esaminato le carte e redatto un documento inoltrato ieri alla Regione.

«Si rileva che l’assetto di progetto è caratterizzato da fattori di emissione in atmosfera complessivamente più favorevoli rispetto allo stato di fatto – si legge nel documento ufficiale, firmato dal sindaco Valerio Primavori – a parità di condizioni di funzionamento, l’assetto di progetto comporta, secondo la modellistica presentata, una diminuzione delle ricadute di inquinanti atmosferici». I modelli presentati dimostrerebbero una riduzione delle emissioni degli ossidi di azoto in atmosfera, nonostante l’incremento della potenza con il nuovo gruppo da 900 megawatt. Questo si spiegherebbe con l’introduzione dei filtri anti particolato Scr anche sulla vecchia centrale, che attualmente ne è priva. Inoltre uno dei vecchi gruppi verrebbe messo in stand by, riserva fredda in gergo, per essere usato solo in caso di necessità. Da ultimo i modelli si riferiscono a tempi di esercizio della centrale compatibili con gli attuali e non ad un’attività continua».


Il documento del consulente analizza anche gli aspetti paesaggistici e di inquinamento acustico, che non appaiono critici. Il Comune chiede anche garanzie su eventuali situazioni di compromissione del sito di Borgo San Giovanni, dove dovrebbe sorgere il nuovo gruppo. Le indagini preliminari non evidenziano contaminazione dovuta ai vecchi depositi di olio pesante. Ma il Comune chiede garanzie che se si dovesse presentare, in corso d’opera, una situazione di contaminazione, il progetto non ostacoli in alcun modo la bonifica. Il nodo su cui il Comune pone l’accento, però, sono i controlli: «Il ruolo dei monitoraggi assume importanza cardinale nel controllo degli effetti futuri. È necessario procedere a una revisione complessiva del sistema dei monitoraggi della qualità dell’aria, sia operando sulle centraline, sia con campagne di misura dedicate, anche con indicatori indiretti. Si ritiene anche di valutare la fattibilità di monitoraggi sanitari specifici, focalizzati sugli aspetti più tipici dell’esposizione agli inquinanti atmosferici. Si ritiene necessario impegnare il proponente alla definizione di una struttura trasparente di monitoraggio, con adeguate garanzie di terzietà. Il Comune parteciperà con ruolo di primo piano alla definizione dell’accordo previsto dalla legge sul riordino del settore energetico il cui perfezionamento deve intervenire prima dell’autorizzazione al progetto». –



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