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Due scuole materne da ampliare: il Comune di Mantova è a caccia dei soldi

Servono 3,4 milioni per la Rodari e la Collodi: entro dieci giorni i progetti presentati al Governo

MANTOVA. Obiettivo le scuole, soprattutto quelle che ospitano i più piccoli. Il Comune mostra attenzione a ciò che riguarda l’istruzione e mette nel mirino due scuole dell’infanzia da ristrutturare: la Carlo Collodi di via Indipendenza, quartiere Pompilio e la Gianni Rodari di via Platina, Valletta Paiolo. La strada da seguire per centrare l’obiettivo è quella perseguita fin dall’inizio dall’amministrazione Palazzi, sei anni fa: utilizzare tutte le opportunità di finanziamento che le istituzioni offrono per portare a casa risorse. E allora, ecco che bisogna sfruttare al meglio la possibilità di attingere al fondo di 700 milioni di euro che la presidenza del consiglio dei ministri, con un decreto alla fine dell’anno scorso, ha reso disponibili.



Si tratta di fondi che dovranno essere utilizzati nel quinquennio 2021-2025 per interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzioni di edifici di proprietà comunale destinati ad asili nido, scuole dell’infanzia e a centri polifunzionali per i servizi alle famiglie. Per accedere a quei finanziamenti le amministrazioni dovranno presentare dei progetti credibili e affidabili entro un termine prefissato.

Il Comune ha già individuato le due scuole materne da ristrutturare, la Collodi in Borgo Pompilio e la Rodari in Valletta Paiolo, due costruzioni che assomigliano ad altrettante villette immerse nel verde. Servirebbero tre milioni 400mila euro per sistemarle entrambe, 1,7 milioni ciascuna. Via Roma è anche disponibile a un cofinanziamento in via di definizione. Ovviamente, trattandosi di un bando, non c’è alcuna garanzia che i soldi arrivino. Tutto dipenden, dunque, dalla bontà dei progetti. Occorre fare in fretta per redigerli, e per questo il Comune si è rivolto all’esterno, incaricando direttamente la società di ingegneria Weproject srl di Milano. I tecnici dovranno recapitare al Comune i due studi di fattibilità tecnica ed economica in modo da inviarli, entro il 21 maggio, alla Presidenza del consiglio dei ministri con la richiesta dei fondi necessari.

La scelta di rivolgersi a una società esterna è giustificata dal fatto che all’interno del Comune non è possibile conciliare i tempi stretti necessari per preparare il progetto con lo svolgimento dei compiti istituzionali propri dei tecnici del settore Lavori pubblici. E così, sarà la società milanese, per un compenso di poco meno di 4.700 euro, ad occuparsi di tutte le incombenze e far avere al Comune i due progetti con cui accaparrarsi i fondi necessari per ristrutturare le due scuole.
 

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